La politica dei talk: gabbie, pollai e virus

di LUDOVICA CAMODEO

Con la fine dell’estate e del periodo di relax, ecco che anche i palinsesti televisivi si sono adeguati al contesto sfornando ogni giorno talk su talk, e sfiorando – talora – il limite del ridicolo. Ci si ritrova dinanzi a una settimana farcitissima di programmi in cui molto spesso i fatti lasciano il posto alle opinioni, che tutto fanno tranne che informare.
La settimana dei talk si apre col lunedì di La7: in prima serata Corrado Formigli e la sua Piazza Pulita, che fa ascolti ma non sbanca; il martedì il sempreverde Floris conduce Ballarò su Rai Tre con la copertina di Crozza, atta ad allietare l’ormai piatto format del programma di via Teulada (che negli anni mantiene comunque il suo pubblico affezionato).
Il mercoledì Pierluigi Paragone sbarca su La7 – dopo una lunga permanenza su Rai Due – con La gabbia, che ahimè non ha sfondato nonostante la scenografia di studio, complice anche una puntata d’esordio che verrà ricordata nel Blob storico per la rissa verbale tra Daniela Santanchè e Marco Travaglio, in cui il limite dell’osceno è stato largamente superato (c’è stata una bagarre sulle presunte preferenze sessuali del giornalista, smentite dallo stesso con una serie di furenti battute).
Il giovedì, sempre su La7, è tornato Michele Santoro con il suo Servizio Pubblico, e ovviamente col suo solito staff: stesso studio, stessa scenografia, stessi temi e poche novità, tra le quali è da segnalare una nuova tipologia di docufiction con gli attori in studio, per interpretare ricostruzioni testimoniali del processo. Il venerdì arriva su Rai Due Nicola Porro, che in teoria avrebbe dovuto sostituire Annozero dell’appena citato Santoro, ma che è stato spostato alla sera successiva, colpa soprattutto del temuto Auditel che lo vede stabile a un 3,2%.
Patron della seconda serata Rai è l’inamovibile Bruno Vespa col suo Porta a Porta, che – aprendo da anni sempre con la sigla di Via col vento – discute tre sere a settimana di tutto e di più, spaziando dalla politica alla cronaca nera, coadiuvato dagli immancabili plastici; e il Biscione risponde con Matrix, condotto da Luca Telese (storico ex di La7).

Insomma, tra prima e seconda serata c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma se davvero ci si vuole informare non è consigliabile seguirli tutti: piuttosto, converrebbe quasi spegnere la tv per leggere il giornale o un buon libro. 

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