Nuovo Agire

di FEDERICO NICCOLO’ RICOTTA

Nel 2012 Beatrice è una studentessa di Roma, al suo ultimo anno di Liceo Classico quando, insieme ad una amica, vede il documentario KONY 2012. Conosce insieme all’Italia e alla città di Roma la storia dell’esercito di bambini soldato sfruttati dal dittatore ugandese Joseph Kony, con il suo carico di violenze e di crudeltà. Ma mentre la comunità internazionale si indigna, mentre Roma prepara flash mob di protesta Beatrice si informa. Scopre che il documentario KONY 2012 è più una trovata pubblicitaria che una vera iniziativa di sensibilizzazione e allora decide, fra le tante strumentalizzazioni che vengono fatte dei drammi a noi lontani, che questa non poteva proprio mandarla giù. Si arma di coraggio e dedizione e gira i licei, le associazioni, gli stessi organizzatori del flash mob, mostra e dimostra che KONY 2012 è praticamente una bufala; in realtà il dittatore ugandese Kony è già morto ed al suo posto è salito al potere il dittatore Museveni, ma che il problema dei bambini soldato, il dramma dello sfruttamento e dei crimini non è affatto cambiato. È così convincente che riesce a trasformare il flash mob pro KONY 2012 in un sit-in di corretta informazione e sensibilizzazione al problema ugandese. Così convincente che riesce ad invitare China Keitetsi, ex bambina soldato del regime di Kony e ora una vita a cavallo della Danimarca e del Ruanda, a raccontare la sua storia e la sua verità.
Ed è in questo momento che nasce Nuovo Agire, l’associazione di volontariato della quale è Presidente.
Adesso Beatrice ha 21 anni, studia al secondo anno di giurisprudenza, capelli dalle sfumature rosso fuoco ed un carattere altrettanto acceso. Al suo fianco ci sono Flavia, un grande sorriso ed una grande forza d’animo, anche lei 21 anni studentessa di medicina, Laura, 21 anni, studentessa di giurisprudenza e quella determinatezza che solo il binomio legge-carattere può dare, Elena, 22 anni e davanti a se una brillante carriera in medicina e chirurgia, Veronica, 21 anni, studentessa di odontoiatria in quota al consiglio direttivo  ed infine Alessandro, istruttore di vela a tempo perso, sempre 21 anni e anche lui studente di giurisprudenza. Solo loro lo zoccolo duro di Nuovo Agire, una piccola associazione che conta una sessantina di aderenti, tutti studenti e dalla provenienza romana e non.
Non fatevi ingannare dal numero che può sembrare piccolo se confrontato alle grandi fondazioni, e alle grandi onlus che possono contare di un grande numero di volontari e di un cospicuo patrimonio.
Nuovo Agire è la dimostrazione vivente di come un piccolo gruppo organizzato e determinato sia altrettanto efficace e positivo, al pari di qualsiasi altra associazione di rilievo nazionale. Non sono i numeri, ma è la passione a fare la differenza. Ed’è la passione, la convinzione che sia necessario restituire alla società qualcosa, che li spinge a ritrovarsi la sera tardi fino notte inoltrata per organizzare le loro attività, che li fa alzare il sabato e la domenica mattina per accudire i bambini senza una famiglia del Vendramini o per giocare insieme ai ragazzi disabili dell’ANFASS.
Non c’è la gloria che li aspetta al ritorno a casa dopo una giornata a distribuire vestiti ai senza tetto o a raccogliere cibo per i bisognosi, e non è certo la gloria ciò che desiderano. La sincera gratitudine di chi, con non poca umiltà, si affida alle cure dei volontari, il saluto fra i ragazzi stessi e la consapevolezza di aver fatto un ottimo lavoro, sono già una gratificazione sufficiente.
C’è un valore superiore che anima chi decide di tendere la mano agli invisibili, a coloro che senza i volontari come i ragazzi diNuovo Agire, si ritroverebbero soli ed abbandonati dalle famiglie e dallo Stato. Soli e inermi dinnanzi ai mostri indomabili delle loro condizioni sociali, economiche e fisiche. Sono la solitudine e l’indifferenza nei confronti di queste persone, cittadini come noi, uomini come noi, sono i mostri che paralizzano le loro vite, che uccidono la loro speranza di una condizione migliore. Anche una sola carezza, un sorriso, una pacca sulla spalla cambia completamente il mondo, perchè gli ricorda che non sono soli.
E la consapevolezza di avere degli alleati al loro fianco, e al nostro fianco, è il motore più forte per un rinnovamento interno, un rinnovamento che forse non curerà le loro disabilità, che forse non esaudirà tutti i loro desideri, ma che gli permetterà di trascorrere i loro giorni con più serenità, che li farà sentire apprezzati, li farà sentire parte integrante di un gruppo, e non più condannati al silenzioso oblio della loro condizione.
Sono queste le piccole realtà, spesso locali, che riescono a fare differenza. Colmano le lacune che le amministrazioni non riescono a coprire, e sono degne di tutta la nostra ammirazione per la dedizione e la passione che questi ragazzi profondono in ogni loro attività. Difendere e proteggere chi non ha gli strumenti nemmeno per poter trascorrere una vita minima con decoro non è superfluo, è un dovere morale, una chiamata della società alla quale ognuno, seppur con mezzi ed inclinazioni differenti, dovrebbe rispondere. Non è necessario che tutti donino chissà quali cifre, o che tutti si armino in pompa magna per combattere la povertà. Basterebbe solo la consapevolezza che esistono realtà parallele, spesso invisibili, che possiamo cambiare anche solo con un piccolo gesto quotidiano. L’informazione genera consapevolezza, e la consapevolezza punge la coscienza. Tutto il resto viene da sè.
Aiutiamoli, ed aiutiamoci.
Per tutte le informazioni, per partecipare, per mostrare il nostro sostegno, visitate le loro pagine:
https://www.facebook.com/NuovoAgire?fref=ts
http://www.nuovoagire.it/

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