Guido Carli e l’Italia: 100 anni di successi

di VITTORIANA DE FRANCESCO

LA TAVOLA ROTONDA CON GLI EX MINISTRI DEL TESORO
«Impulso di rigore e coraggio», «Personalità magnetica e autorevolezza»: così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi descrivono la personalità di Guido Carli. Due messaggi forti – trasmessi dal Magnifico Rettore, Massimo Egidi – in occasione della conferenza del 28 marzo 2014 organizzata per il centenario della nascita di Guido Carli.
Quale miglior sede, se non proprio l’università LUISS Guido Carli, per celebrare questo evento?
La manifestazione, improntata sul contributo del grande economista e politico alla modernizzazione dell’Italia, mirava a fornire le testimonianze di chi ha avuto l’onore di conoscere e lavorare al suo fianco; ma non solo: riprendere la sua corrente di pensiero e chiarire quali sono state le politiche e gli strumenti da lui adottati durante la sua carriera politico-economica.
Era senz’altro inevitabile un confronto con la situazione dell’economia italiana: «Oggi conviene studiare attentamente l’operato di chi era capace di vedere un cammino e percorrerlo con successo», ha affermato Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia. Il numero uno di via Nazionale ha affrontato il tema dell’importanza dell’azione riformatrice di Carli, utile alla formazione del capitale umano e alla modernizzazione strutturale dell’economia; si è, inoltre, soffermato su una celebre affermazione di Guido Carli: «Le leggi tiranniche sono lacci e lacciuoli poco utili e non si accordano con la popolazione». Tale dichiarazione è totalmente applicabile all’Italia dei numerosi limiti amministrativi e dei governi – definiti da Visco «impediti» – che non permettono di andare avanti.
Per farlo, è necessario tornare alle cause iniziali della crisi economica e creare un terreno di gioco libero da posizioni arbitrarie. L’efficace intervento del governatore della Banca d’Italia è stato notevolmente ampliato da una tavola rotonda con gli ex ministri del Tesoro. Un dibattito, affrontato in maniera serena e amichevole, apertosi con le parole di Giuliano Amato, per poi proseguire con quelle di Pietro Barucci, Lamberto Dini, Domenico Siniscalco, Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni.
«Ciò che rende unica la generazione di personaggi come Guido Carli è la capacità di essere figure ponte tra la sfera delle teorie economiche, la sfera dell’opinione pubblica e quella della politica», ha affermato Siniscalco.
L’ampia discussione sull’attuale influenza del debito pubblico ha dato spunto al ministro Saccomanni per elencare gli elementi da lui definiti «le droghe dell’economia italiana», cioè la svalutazione periodica della moneta e l’elevata spesa pubblica. Tali elementi sono contrastabili solo effettuando un piano politico-economico adeguato.
L’INTERVENTO DEL MINISTRO PIER CARLO PADOAN
Inevitabile il riferimento all’attuale vincolo esterno, che Carli suggeriva di istituzionalizzare al fine di mettere in moto l’economia italiana. L’Europa oggi è asimmetrica. Il mercato unico è ancora piccolo e forte nelle finanze pubbliche, ma debole in tutti gli altri aspetti del mercato come competitività ed espansione.
A questo proposito, l’intervento dell’attuale ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, è stato decisivo per la chiusura del dibattito. «Mi piacerebbe pensare che si possa cambiare la modalità di crescita dell’Europa», ha affermato. Il ministro ha evidenziato l’importanza delle azioni concrete, rispetto ai proclami, piuttosto che l’importanza della definizione di crescita. Egli ha dichiarato che tale obiettivo è sfuggito a seguito del continuo alimentare, da parte dei mercati, l’illusione dell’inutilità di nuove riforme strutturali.
Proprio quest’ultime rappresentano il fulcro dell’ideologia di Carli e, secondo Padoan, l’unica via maestra per la crescita. I numerosi interventi al dibattito sono stati affiancati dalle considerazioni di Federico Carli, autore del volume La figura e l’opera di Guido Carli – Testimonianze (Bollati Boringhieri), presentato nel corso dell’evento.
Le immancabili conclusioni di Emma Marcegaglia, presidente della LUISS, hanno fortemente sostenuto la visione europeista, affermata nei precedenti dibattiti.
Ampliare le politiche di competitività ed economia reale e sostenere riforme strutturali, piuttosto che agire sulla politica fiscale. Si necessita, oggi, di una visione e un’analisi macroeconomica dell’economia italiana; è limitante pensare che basti piazzarsi alla pari degli altri Stati europei, per raggiungere un equilibrio di stato stazionario. La storia determina ciò che merita di essere riportato al presente, per poterne trarre esempio nel futuro.

È fondamentale ricordare nel tempo le azioni di personalità come Guido Carli, al fine di costruire un avvenire sulle basi dei giganti e per applicare teorie economiche e azioni già sperimentate su un’arena di gioco non troppo diversa da quella in cui questi operavano. 

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