Paolo Maria Napolitano in Luiss: lezioni di diritto costituzionale

di FRANCESCA PEDACE



Da giudice delle leggi a professore per un giorno.
Dai conflitti d’attribuzione alle opinioni dissenzienti.
La carta Fondamentale spiegata dall’esperto.

«Esiste da sempre un contrasto fra legge positiva e una legge più grande, insita nell’umanità, che è stata fissata dai costituenti nei principii della nostra Costituzione»: così Paolo Maria Napolitano si è espresso parlando della nostra carta fondamentale. Una carriera che lo ha visto partire dall’amministrazione del Senato della Repubblica e che – passando attraverso il Consiglio di Stato – lo ha portato, nel 2006, a divenire membro della Corte Costituzionale dove, tutt’oggi, ricopre la carica di segretario dell’ufficio della presidenza. La sua tappa ultima, questo mese, è stata proprio l’aula magna della sede Luiss di Via Parenzo: dove, su invito del professore Giuseppe Consolo, si è trattenuto insieme agli studenti del II anno corso C del dipartimento di giurisprudenza.
Grazie alle numerose domande postegli dai ragazzi, il giudice ha potuto trattare quelli che sono gli argomenti fondamentali del diritto costituzionale moderno, in primis i conflitti fra i poteri dello Stato e il concetto di insindacabilità delle affermazioni espresse dai Parlamentari in carica con conseguente commento dell’art. 68 della Costituzione.
Non sono mancati brevi riferimenti alle funzioni della Corte, ai suoi orientamenti, al problema del bilanciamento dei diritti (di questo ha fatto accenno anche attraverso il caso specifico del bilanciamento fra libertà di cronaca e segreto di Stato), della loro difficile comprensibilità e, infine, di quali siano – nello specifico – le procedure da essa adottate durante il giudizio.
Riguardo alle problematiche che lui e i suoi colleghi affrontano quotidianamente, il giudice si è espresso così: «A volte capita di dover dichiarare incostituzionali delle leggi, specialmente quelle regionali, non perché contenenti norme contrarie ai principi fondamentali della Carta ma solo perché emesse da enti non competenti a emanarle». Si tratta di un evento che, a detta di Napolitano, è molto più frequente da dopo la riforma del titolo V della Costituzione: tant’è che, in media, di 450 giudizi analizzati annualmente dalla Corte circa 200 riguardano tale questione.
La conferenza si è poi conclusa con un applauso generale che ha coinvolto alunni e professori, ordinari e… d’eccezione.

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