C’era una volta… O forse non più!


di ISABELLA FASCÌ

Certo – direte voi – non è il massimo rinchiudersi in una grande libreria in un caldo pomeriggio estivo, eppure – «uscire fuori dagli schemi» – mi ha permesso di dare l’incipit a questo articolo. Ebbene sì, dopo vari slalom tra scaffali pieni di libri impolverati mi duole dire: le livre est mort! Le cause della mia triste affermazione sono tra le più semplici e, di certo, non mi dilungherò molto sull’elencarvele – oltre perché potrei essere troppo scontata e banale e finirei per suscitare in voi un commento del genere «ma va?» – permettetemi, però, di soffermarmi su una in particolare: la tecnologia, anche se ci ha permesso di essere sempre connessi con un semplice clic col mondo in ogni istante, ha fatto sminuire il valore del cartaceo e diventare schiavi dei vari social e aggeggi elettronici di ultima moda e, soprattutto, all’avanguardia. Ormai le più importanti case editrici le provano tutte e cerano di adattarsi per come possono allo scorrere inesorabile della “new culture”: dai book-pocket – comodi e intrisi delle storie più varie – agli e-bookda scaricare comodamente a casa dopo una giornata di lavoro e/o studio.
Ma – pensateci bene – cosa c’è di meglio nello scoprire nuovamente le librerie? Di sentire l’odore di un vecchio volume? Di sfogliare le pagine manualmente e non con un touch? Ognuno di noi  saprà bene di avere un libro che lo rispecchia, racconti la sua storia e contenga le risposte che cerca. E allora bando al tech– come gli americani sono soliti chiamare – rispolveriamo un mondo – ahimè – passato in secondo piano perché nessuna apppotrà sostituire la sensazione di avere, la sera, un buon libro tra le mani e addormentarsi sognando il proseguo o il finale di una storia per poi risvegliarsi il mattino seguente ansioso di sapere se il lieto fine atteso ci sarà oppure no. 
Vi allego, dunque, varie letture che consiglio vivamente per questa calda e piacevole estate prima di riprendere il tran tran settembrino ovviamente de gustibus non disputandum est – quindi siete liberi di scartarla se non vi aggrada: per gli appassionati dei gialli e di storie piene di suspense un buon libro di Carofiglio riuscirà a coinvolgervi con le sue trame avvincenti e inaspettate; per le più romantiche e sognatrici Alessandro Baricco e Jane Austen che non hanno bisogno di presentazioni, mentre, per i più internazionali abbiamo Steinbeck o Haruki Murakami, maestri nel formulare storie stupefacenti e fuori dall’immaginazione; infine, per gli stakanovisti un buon racconto sulla vita del grande industriale Olivetti o, ancora, per i più scettici Charles Bukowski
In un dialogo di un celebre film francese degli anni ’60 ho sentito dire: «L’avvenire è dei curiosi di professione». Con  l’augurio che riusciate a chiudere il monitor davanti ai vostri occhi, ovviamente solo dopo aver letto il mio articolo, e avventurarvi in un buon romanzo, saggio o thriller che sia… buona lettura!

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