Dieci minuti con Paolo Mieli

lapresse - abbiati - Convegno "Crescere tra le righe"

di FEDERICA CICERCHIA

Ospite dell’intervista in occasione della conferenza «Dove va l’editoria?», svoltasi mercoledì 8 ottobre in aula-chiesa presso la sede di Viale Romania, Paolo Mieli si concede a una breve ma densa chiacchierata riguardo alcuni dei temi trattati durante l’evento. Occhi vigili, stretta di mano ferma, si siede e si comincia a discutere di futuro, di carta stampata, di giornalismo online e di blog d’informazione.

La sensazione che deriva dalle parole del nostro intervistato è che, consapevoli dell’inevitabile terremoto che ha subito il settore dell’editoria e della «vecchia» (se così si può definire) carta stampata, è necessario – da parte di tutti gli amanti di questo settore – rivolgersi a quel vastissimo mondo che il digitale è e rappresenta. Non per cancellare il «vecchio», ma per costruire un ponte solido e integro fra le due sponde.

Paolo Mieli non ci ha svelato quale sia una possibile bozza del progetto, difficile prevedere in che modo si fonderanno vecchio e nuovo, ma dalle sue parole risulta chiaro che gli unici pionieri in grado di poter compiere un’opera simile siamo proprio noi ragazzi.

Fra le sue parole dunque non potevano mancare «giovani» e «innovazione», interpretate anche dal punto di vista del tema dell’occupazione. Secondo il nostro ospite, il settore della comunicazione offrirà indubbiamente moltissime possibilità e opportunità soprattutto a chi ha tanta voglia di mettersi in gioco, di sperimentare e – fattore essenziale – di chi non ha paura di sbagliare.

In questo delicato momento di passaggio storico che coinvolge il mondo del giornalismo e dell’editoria è necessario quindi saper cogliere le opportunità che il mondo dell’online può offrire. Noi, nativi digitali, con gli strumenti di cui siamo in possesso dovremo saper conciliare ciò che è stato con ciò che inevitabilmente sarà.

Questo è stato il consiglio di Paolo Mieli, questo il messaggio che ha voluto comunicare durante l’intervista e durante la conferenza. Spetta a noi, ora, saper interpretare queste parole.

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