Le donne e la storia: Margaret Thatcher, la «Lady di ferro» che risollevò il Regno Unito

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Tra mito e realtà, critiche e apprezzamenti, nel giorno che le ha dato i natali vogliamo soffermarci sull’analisi di una figura controversa ,una donna che ha scosso l’intera Europa e che con ostinazione ha portato alla ribalta un paese ormai provato e logorato al punto da meritare l’appellativo di «Lady di ferro». Margaret Thatcher. Questo è il vero nome della signora della svolta. È stata la prima ,e a tutt’oggi unica, donna nel Regno Unito ad aver ricoperto la carica di Primo Ministro. Ha conquistato la guida della Gran Bretagna nel 1979 dopo aver sconfitto i laburisti di James Callaghan nelle elezioni politiche di quello stesso anno che hanno messo un punto all’alternanza tra conservatori e laburisti, sancendo l’inizio di una lunga egemonia conservatrice. Le sue politiche hanno inciso profondamente sull’assetto economico e sociale del Paese e l’attività di governo ha rivoluzionato anche il piano culturale. Ha vinto tre elezioni consecutive dominando la scena per circa 11 anni. Tra le opere di maggiore spicco si registrano la privatizzazione delle industrie pubbliche, la chiusura di miniere improduttive, il forte incentivo alla libera iniziativa, il ridimensionamento dell’assistenza pubblica, le numerose riforme fiscali connotate da un liberalismo quasi esasperato e una forte e generale opposizione al Welfare State. Lo spirito da vera «dama di ferro» venne mostrato sin da subito a partire, ad esempio, dalle prodezze contro l’Argentina nella guerra delle Falkland che garantirono alla Thatcher la rielezione e che riaccesero l’orgoglio e il patriottismo britannico, ormai in netto declino. La stessa fece sfoggio di fermezza e determinazione nel1976 in occasione di un discorso in cui attaccava duramente l’URSS; la Thatcher si presentò così al Presidente Breznev: «Buongiorno. Io odio il comunismo! Però se a lei piace

può tenerselo, purché resti dentro i confini del suo Paese». In risposta alle sue dichiarazioni,un giornale russo le conferì l’appellativo di «Lady di ferro», soprannome presto adottato a livello internazionale. Degna di nota è la questione della restituzione di Hong Kong alla Cina, dopo 156 anni di dominio coloniale e con trattative poco chiare, che rappresentò il più grande compromesso nella carriera da primo ministro della donna. Nonostante l’inizio quasi in solitudine, la sua opera volta allo schiacciamento del pubblico con la rivincita del privato e in generale la lotta per l’affermazione della libertà di mercato, dilagò ben presto al punto da parlare, dopo qualche tempo, di «thatcherismo». Si pose come sovvertitrice dello stato sociale e di quel Welfare State che aveva caratterizzato lo sviluppo sociale ed economico dell’Occidente a partire dai primi decenni del XX secolo. Ogni uomo o donna che ricopre un incarico simile risponde in prima persona di onori e oneri tipici del caso e la Thatcher, tra le varie sfide, perseguì in primis quella contro i sindacati. Il confronto raggiunse il suo culmine quando la union dei minatori dichiarò lo sciopero ad oltranza per opporsi alla chiusura di diverse miniere, azione che lei non esitò a contrastare. Dopo un anno, il sindacato fu costretto a cedere senza condizioni. La Thatcher aveva così vinto la sua lotta contro le trade unions. Dichiarò illegale lo sciopero se non veniva previamente approvato a voto segreto dalla maggioranza dei lavoratori e chiuse un numero considerevole di miniere di carbone ormai in deficit da tempo. Tra dubbi e pareri discordanti, la lady di ferro continuò con la riforma delle relazioni industriali e, con la vendita di British Telecom, nel 1994, si realizzò il primo grande programma europeo di privatizzazioni. Questo progetto ,che un commentatore come lo storico Hobsbawm definì di «privatizzazioni selvagge», e la chiusura di miniere e industrie ritenute non più sufficientemente produttive, produssero l’accusa al thatcherismo di essere indifferente alle disuguaglianze, o addirittura di approvarle tacitamente. Il terzo mandato della dama di ferro coincise con gli anni del trattato di Maastricht e con la delineazione delle basi per la nascita dell’Unione Europea. In breve tempo emerse la sua ostilità nei confronti dell’Europa mediante l’opposizione al progetto di creare l’Unione europea e alla possibilità di creare una moneta unica. Tensione. Un partito che inizia pian piano a sgretolarsi e le sorti della ‘signora’ appese ad un filo troppo sottile per reggere a lungo. Nel novembre 1990 la Thatcher, in occasione delle elezioni per la guida del partito conservatore, decise di dimettersi dalla carica di Primo ministro consapevole dei forti e diffusi malumori. Amata o disprezzata che sia, bisogna riconoscerle il grande impegno profuso per rovesciare il declino economico in cui versava il Regno Unito ormai da qualche decennio e per la restituzione al Paese di un importante ruolo nel panorama

internazionale. Si è trattato innanzitutto di un’esperienza filosofica straordinaria, una rivoluzione culturale prima che economica. La Thatcher ha cambiato il corso della storia britannica convertendo le idee in realtà. È stata la trasformazione delle idee in realtà e di conseguenza la trasformazione della realtà stessa la chiave del successo non tanto di un singolo quanto di un popolo. La stessa Iron lady disse: «Un uomo scala l’Everest per sé stesso, forse, ma arrivato in cima pianta la bandiera del suo Paese». Contestazioni, pareri discordanti, differenti valutazioni che ,come in ogni storia che si racconta, non troveranno mai una strada unica ma resteranno sempre un’incognita, un punto interrogativo con miriadi di tentativi risolutivi ma pur sempre di marchio soggettivo. Nonostante tutto si tratta di un’esperienza più volte rievocata e quella della «dama» è figura che risuona spesso attuale e aleggia sulla scena politica di molti Paesi, compresa la nostra penisola. L’Economist nel 2012 ha messo in luce,ad esempio,una similitudine tra le riforme di liberalizzazione del Governo Monti e le riforme della Lady d’Inghilterra. Il passato condizionerà il futuro?

Marta Gaudino

 

 

 

 

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