CHARLIE HEBDO: BREAKING NEWS

Il 7 gennaio due terroristi, “nel nome di Allah”, hanno aperto il fuoco facendo irruzione e uccidendo 12 persone nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a qualche centinaio di metri dalla Bastiglia. Tra le vittime il direttore del settimanale, Stephan Charbonnier e i più importanti vignettisti: Cabu, Tignous, Philippe Honoré e Georges Wolinski. Durante la fuga sono stati freddati anche i due agenti assegnati alla protezione del direttore.

E poi due giorni di fuga.

 

#JeSuisAhmedMerabet

Le manifestazioni di solidarietà verso la trucidata redazione negli ultimi giorni sono state moltissime – nelle piazze ma ancor di più sui social network: su fb e twitter spopola l’hashtag #JesuisCharlie. Ma è un altro quello che ha colpito la mia attenzione.

#JesuisAhmed è l’hashtag che hanno dedicato in centinaia a Ahmed Merabet, 42 anni, il poliziotto musulmano prima ferito e poi giustiziato con un colpo alla testa dai killer.  E’ lui il più forte simbolo di una guerra sanguinosa e controversa portata avanti dai terroristi contro l’Occidente, da cui molti musulmani si dissociano fortemente non sentendosi rappresentati da un certo tipo di Islam.

 

Il doppio blitz

Dopo l’attentato alla redazione di Charlie Hebdo, Parigi ha visto in poco più di 48 ore altre tre sparatorie. Cosa è successo oggi?

Verso le 17.20 di pomeriggio – ora italiana – di oggi, 9 gennaio, sono stati uccisi i due uomini accusati dell’attentato nella redazione del giornale Charlie Hebdo; si erano barricati in una tipografia di Dammartin-en-Goële, a nord di Parigi. L’ostaggio di circa 27 anni che i due uomini avevano sequestrato è ora libero. Subito dopo, alle 17.28 è stato ucciso anche Amedy Coulibaly che ieri, 8 gennaio, ha ucciso un’agente donna della polizia a Montrouge, e oggi ha assaltato un negozio kosher nei pressi della stazione di Porte de Vincennes, prendendo sei ostaggi (tra cui un neonato). Durante l’operazione della polizia diversi ostaggi sarebbero stati liberati, quattro sono morti. Non c’è ancora la certezza che tutti siano stati liberati. Non si hanno ancora notizie certe del secondo aggressore di porte de Vincennes.

I quattro – ovvero i due presunti attentatori di Charlie Hebdo e i due di porte Vincennes – sarebbero connessi e la polizia li avrebbe identificati come facenti parte della cellula terroristica Butte-Chaumont di Parigi, dal nome del parco parigino del XIX arrondissement in cui si radunavano i reclutatori jihadisti per la guerra in Iraq.

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