Leggere sui libri, sperimentare sul campo

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Di Rosanna Celella – All’ottava edizione del Progetto europeo l’associazione studentesca All Around ha riproposto la visita alle istituzioni internazionali de L’Aja. Un’ imperdibile occasione offerta a trenta studenti della nostra università motivati da interesse ed entusiasmo per gli international affairs. Lo stupore nell’entrare nei luoghi di cui fino ad ora si era letto su un manuale di diritto internazionale, l’onore di incontrare alte personalità dell’ambito internazionale e di confrontarsi con loro in modo semplice e diretto, potendo soddisfare qualsiasi curiosità, il piacere di stringere nuove amicizie e vivere un’esperienza unica con coetanei che condividono interessi, sogni, dubbi, insicurezze– sono solo alcune delle emozioni che hanno segnato questo breve ma intenso viaggio.

Prima tappa, Peace Palace, il palazzo sede della Corte Permanente di Arbitrato e della Corte internazionale di giustizia. Un salto poi al Tribunale Speciale per il Libano e al Tribunale penale internazionale per l’ex- Jugoslavia, dove gli studenti hanno assistito alle udienze di importanti processi in tempo reale e verificato che i tribunali speciali ad hoc rispecchiano molto la nostra procedura penale. Di vivo interesse è stato l’incontro con un componente del team dei legal assistent presso l’ ICTY, il giovane italiano Aessandro Pinutti che ha dato ai giovani giuristi un’incoraggiante testimonianza, sostenendo che la formazione giuridica acquisita nelle università italiane è ottima e non ha nulla da invidiare alle formazioni universitarie di altri Paesi ed anzi in alcuni casi, in questi contesti di natura internazionale, ci assicura qualche chance in più. Non poteva poi mancare la visita alla Corte penale internazionale e l’immenso piacere di conoscere personalmente il giudice italiano Cuno Tarfusser che ha illustrato con estrema semplicità le caratteristiche, le potenzialità ma anche i problemi di un organo così importante, uno strumento di giustizia e di pace così grande ma spesso non adeguatamente sfruttato e tristemente accusato di lentezza e inutilità. Di certo è rimasta nella mente di tutti i ragazzi presenti l’ esortazione più volte ripetuta dal giudice: <<Studiate e imparate un lavoro vero!>>. Cosa lui volesse intendere per <<lavoro vero>> lo abbiamo dedotto dal fatto che anche una materia come il diritto, spesso rivestita da eccessivi formalismi e contorni accademici, – in una realtà in continua evoluzione come la nostra in cui i bisogni e gli interessi cambiano con rapidità, – deve adattarsi alla modernità e guardare maggiormente all’esperienza pratica e concreta. Fortunatamente la nostra università ci offre infinite occasioni per poter vivere fin da ora questo lato pratico del diritto. Bisogna mettersi in gioco fin da ora, studiando dai libri e acquisendo anche esperienze pratiche proprio come questa. Sta a noi rendere il nostro studio più autentico e meno accademico.
Allora 10 e lode alla nostra università e a coloro che da dietro le quinte si sono impegnati per realizzare questa iniziativa. Nell’ambito del Progetto europeo quest’anno agli studenti Luiss più meritevoli è stata data la possibilità di visitare i tribunali internazionali de L’Aja e anche le istituzioni europee di Bruxelles. <<Eravamo noi due, un progetto con un grande peso storico per la nostra università e per la nostra associazione ed un milione di cose da fare>> – racconta con entusiasmo Giulia Taccari, una delle studentesse organizzatrici -<<Pian piano il progetto ha preso forma ed è diventato il nostro progetto ed il loro progetto, non appena si è arricchito delle vite e dell’entusiasmo di tutti i partecipanti>>.
<<Siamo sempre state dell’ opinione che la cultura non passi solo per i libri, ma richieda un certo grado di pragmatismo>> – aggiunge la collega Sara Massaro – <<Il progetto ha ampiamente soddisfatto la nostra esigenza di praticità. Essere a disposizione di tutti non è solo un compito rientrante nelle mansioni del nostro ufficio ma è stato un piacere! Perché per entrambe quando si tratta di rapporti umani ne vale sempre la pena. Per definirlo in tre parole, il progetto è stato: avventura, opportunità, crescita>>.

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