L’Italia dell’alta moda è Bellissima: lo stile del dopoguerra in mostra al Maxxi di Roma


image

Pailettes, lustrini, piume e ricami fatti a mano sono sicuramente gli elementi che catturano maggiormente l’attenzione del visitatore dopo aver varcato la soglia della sala in cui è allestita Bellissima, sono anche quelli che più aiutano a creare un’atmosfera da sogno, ornata da luci soffuse e opere d’arte contemporanea, che si fondono perfettamente con lo stile degli abiti. La mostra prende il nome da un film di Luchino Visconti del 1951 in cui troviamo Anna Magnani, attrice simbolo del cinema italiano del XX secolo, in una delle sue interpretazioni più intense: una madre che, avendo inutilmente aspirato in gioventù alla carriera di artista, brama la rivalsa servendosi della sua bambina, volendo a ogni costo che quest’ultima sia protagonista in un film a Cinecittà. L’esibizione si sviluppa in modo circolare attorno a delle strutture di acciaio che ricordano, nella forma, le passerelle delle sfilate. Sono individuati diversi stili caratteristici della moda del tempo, accompagnati da abiti che ne sono la più pura espressione. Il primo stile che risalta agli occhi, non appena entrati nella sala, è l’Arty, in cui si nota l’intervento degli artisti nei progetti dei sarti poiché le fogge tradizionali vengono ripensate nella struttura e nei materiali per fare eco alle opere d’arte; troviamo poi gli abiti da gran sera, interpretazione sartoriale dell’unicità delle grandi occasioni, i quali sono caratterizzati dalla ricerca strutturale tesa alla realizzazione di costruzioni quasi impossibili perché volutamente uniche; gli abiti da cocktail, palcoscenico di prova per le sperimentazioni degli stilisti italiani; fanno la loro comparsa anche i completi da giorno, i tailleur, i cappottini che si presentano come la faccia meno appariscente dell’alta moda, hanno più concretezza e definizione, senza restare sospesi nelle atmosfere rarefatte proprie dei grandi eventi riservati a pochi eletti: è l’inizio del percorso che porterà al prêt-à-porter. Dopo aver dato spazio al bianco e nero, abbinamento classico e senza tempo, la mostra si conclude con gli “esotismi”, l’attrazione per l’oriente si traduce in ricami ed applicazioni elaborate, motivi floreali e arabeschi. La più ragguardevole creazione appartenente allo stile orientaleggiante è un abito da sera verde acqua di Valentino indossato da Jacqueline Kennedy Onassis. Da annoverare tra le fila dei capolavori dell’alta sartoria italiana ci sono anche creazioni di Renato Balestra, Roberto Capucci, Fendi, le sorelle Fontana, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Fausto Sarli, Emilio Schuberth e Germana Marucelli. Oltre agli abiti si può ammirare una selezione di pezzi unici di Bulgari rappresentativi di un periodo chiave per il marchio a livello di sperimentazione e innovazione stilistica. Non si possono tralasciare, infine, gli accessori di Ferragamo, le borse di Gucci e la bigiotteria di Coppola e Toppo che contribuiscono ad accentuare nella mostra quel tocco vintage che non poteva mancare, il tutto accompagnato da una serie di filmati che rivelano l’evoluzione di questa industria multimiliardaria. Bellissima è il palcoscenico della moda italiana che trasmette al visitatore gli entusiasmi e i propositi della ripresa economica del dopoguerra, perché la moda non è solo apparenza ma esprime il modo di guardare il modo e il sentire comune della società a cui appartiene ed è per questo che muta con essa.

ANGELA PASTORE

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *