RIECCOCI BERLINO!

Oggi nessuno è qui per partecipare. Stasera è una partita che si vince con i calzoncini
sporchi e la maglia strappata, i denti stretti e le lacrime.
La Juventus questa sera rappresenta l’Italia: per i calciofili la serie A
ormai è diventato un calcio di mediazione dove far crescere le giovani promesse e dove far finire la carriera a dei calciatori sul baratro della carriera . Questa sera si possono smentire tutti gli
scettici che vedono nella Serie A come un campionato mediocre e in Allegri un
non vincente, che già ha smentito tutti facendo double con vittoria
Campionato e Coppa Italia. E’ inutlile parlare dell’avversario Barcellona, perchè si sta
parlando probabilmente della squadra più bella e forte del XXI secolo -probabilmente di tutta la storia calcistica- e del Messi più forte di sempre. Già si sa che è un’impresa quasi impossibile per i bianconeri, ma agli Italiani
piacciono queste sfide: il football è un gioco meraviglioso proprio grazie a queste partite;finale champions è imprescindibile paragonare la cavalcata della Juve con la cavalcata degli Azzurri del 2006, anche perché il punto, lo scenario, il luogo finale è lo stesso, è sempre Berlino. Si spera sia un buon auspicio. Ora vediamo in faccia la realtà e cerchiamo di prenderla a pugni, perché un giocatore aspetta tutta la vita per giocare da protagonista un match del genere, e che però non potrà farlo Susa infortunio, come il difensore più rude che io abbia mai visto calciare un pallone ovvero Giorgio Chiellini, quindi non potremmo vedere il secondo round con il vampiro Suarez dopo l’Italia-Uruguay di quest’estate. Altro punto a favore dei blaugrana, come se non bastasse avere un trio di attacanti che fa 120 gol in una stagione, il giocatore a detta di tanti più forte di tutti i tempi Messi, giocatori tecnicamente e fisicamente mastodontici in qualsiasi ruolo, un portiere forte e giovane unica pecca che aveva Barca di Guardiola con Victor Valdes. Tutti questi pressuposti ci portano a pensare ad una sconfitta certa per il club italiano, ma se da una parte c’è la tecnica, il tiki taka di Iniesta e compagni, dall’altra parte c’è il cuore c’è la voglia di rivalsa di una squadra che ha sofferto l’inferno nel 2006 causa Calciopoli, anno in cui il popolo bianconero ha chiuso gli occhi, sprofondando nella voragine Serie B. Ora a distanza di 9 anni, agli stessi tifosi diciamo di spalancare quegli occhi perché stasera la loro squadra del cuore si giocherà la finale più importante dell’anno. Prima è meglio richiuderli un attimo, prima del calcio di inizio e pensare a tutto quello che è successo in questi ultimi 9 anni, risentire per un attimo l’inno della Champions che risuonava dopo l’inferno in quel Juventus-Zenit il 17 Settembre 2008, pensare al primo scudetto Conte e poi a riaprirli e riscoprire che è tutto vero: ci si sta giocando la Storia contro gli alieni della tecnica, contro loro gli extra-terresti del gol. Ma la Juventus è la maga della tattica, è quella di Sturaro che salva un gol sulla linea, quella che lotta fino all’ultimo centimetro del campo, se il Barcellona è l’esteta del calcio la Juventus è classe operaia e della grinta. C’è Buffon , probabilmente ad una delle ultime chiamate per vincere la Coppa delle grandi orecchie, Pirlo che vuole fare tris e dimenticare una volta per tutte la finale di Istanbul 2005, Pogba che probabilmente -se non lo è già- diventerà il centrocampista più forte di tutto il mondo, c’è Tevez, il giocatore più grintoso che abbia visto mai giocare dopo Gattuso. Possiamo dire che si va a Berlino per giocarsela fino all’ultimo filo d’erba, perché gli Italiani non arrivano mai già arresi alle finali, scendono in campo sempre per vincerle. E lo faranno anche questa volta, anche se è la volta più difficile.

SAMMY BUETI

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