Roma non merita tutto questo

A cura di Alessia Di Stefano

E così è terminata la parabola di Ignazio Marino, ex sindaco di Roma, che ha rassegnato le sue dimissioni l’8 ottobre, colpito fatalmente dagli ultimi scandali, quali il viaggio a Philadelfia (dalle casse del Comune sono stati sottratti ventiduemila euro) e le cene “di rappresentanza”, smentite dai presunti commensali e dai ristoratori: il tutto pagato con i soldi dei contribuenti.

Tali fatti rappresentano semplicemente la goccia che ha fatto traboccare il vaso, un vaso pieno di problemi e di errori. Sì, perché il mandato di Marino era già appeso ad un filo, il suo operato e “non operato” ha suscitato un forte malcontento tra i cittadini che inizialmente lo sostenevano e ha acceso ulteriormente l’insofferenza degli oppositori; per di più, manifestazioni di sfiducia sono pervenute anche da parte del Pd e da parte di Sel -e ciò è evidente, dato l’affiancamento al sindaco dell’ex capo della Protezione civile Franco Gabrielli- e dai tre assessori entrati nella Giunta comunale con l’ultimo rimpasto, ma che si sono dimessi.

Oltre alle controverse vicende che hanno coinvolto l’ex primo cittadino, da quella della Panda rossa, ai continui viaggi all’estero, si possono segnalare anche i mancati interventi per quanto concerne i servizi essenziali della Capitale. Basti pensare alla scarsa attività di manutenzione stradale, essenziale per la riparazione delle innumerevoli buche, causa di continui incidenti; nonché all’assenza di un sistema di trasporti pubblici efficiente e sicuro; all’emergenza rifiuti, la cui entità è aumentata a seguito della chiusura della discarica di Malagrotta.

Senza contare poi la tempesta giudiziaria che si è abbattuta sul Campidoglio con l’inchiesta Mafia Capitale: una vera e propria organizzazione a delinquere di stampo mafioso, anche nota come “Mondo di Mezzo” , che gestisce appalti, imprese e il business dell’accoglienza dei migranti, guidata da Massimo Carminati, ex terrorista Nar e socio dipendente della “29 Giugno”, una coop rossa, che dava ordini a politici appartenenti ad entrambe le fazioni, destra e sinistra. Molti sono stati gli indagati e gli arresti, tra i quali anche il predecessore di Marino, Alemanno. La criminalità si è ormai infiltrata nella politica, tramando una fitta ed inestricabile rete di corruzione che racchiude diversi esponenti del Governo. Mafia, personalismo, affarismo sono i grandi indirizzi che muovono la politica.

E’ questa, ad oggi, la situazione in cui versa la Capitale. Situazione delicata, precaria, che necessita di essere presa in mano con decisione e fermezza, che deve essere smantellata, per ricostruirci sopra un sistema di valori autentici, partendo da quelli che possono sembrare banali e scontati, ma che stanno pian piano perdendo di significato: onestà, moralità, amore per la città e per il Paese, senso di responsabilità.

Questa rivoluzione etica, chiaramente, deve riguardare non soltanto i vertici della politica, ma tutti i cittadini. Immersa in questo contesto turbolento, per di più priva di una guida politica, sarà pronta Roma ad affrontare l’Anno Santo? O “la Capitale, a meno di due mesi dall’inizio del Giubileo, ha la certezza solo delle proprie macerie?”, come scrive l’Osservatore Romano in un servizio dedicato alle dimissioni del primo cittadino. Mancano soli due mesi all’apertura della Porta Santa, all’arrivo di legioni e legioni di pellegrini, che saranno accolti da una città segnata da problemi di sicurezza, viabilità, confusione e incapacità di gestire la situazione. 

A pochi giorni dalla deadline prevista dal “Testo unico degli Enti Locali” o “TUEL” per l’efficacia e l’irrevocabilità delle dimissioni, la battaglia ai ferri corti tra Palazzo Chigi ed il Campidoglio si fa sempre più dura dopo la criticata nomina da parte “quasi” ex sindaco di Azzurra Caltagirone e Aurelio Regina al CdA dell’Auditorium Parco della Musica. Inoltre Marino non sembrerebbe intenzionato a chiudere la sua carriera politica, lasciando aperta l’ipotesi di una candidatura con una sua lista civica o alle prossime primarie del Partito Democratico. Intorno al breve percorso che unisce 2 dei palazzi del potere romano, la situazione della Capitale è allo sbaraglio con 2 chiusure straordinarie della Metro a causa di guasti al sistema, quasi 1/3 della flotta di autobus non funzionante parcheggiata nei depositi ed i soliti problemi che i cittadini vivono da anni.

Roma, la Città Eterna, non merita tutto questo.

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