Culture e tradizioni religiose per l’Umanità

Intervista al Prof. Demetrio Marco De Luca, Presidente della Conferenza Mondiale Permanente delle Religioni Per l’Umanità e la Pace

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S.Em. il Cardinale Pietro Parolin con il Prof. Demetrio Marco De Luca

Illustrissimo Presidente De Luca, tra Madame Louise e l’Organization Religions Union è ormai nato un rapporto storico: in maniera sistematica si verificano appuntamenti che evidenziano eccezionali passaggi e tappe di un’evoluzione incredibile del lavoro comune delle Culture e Tradizioni Religiose.

Registrammo il 26 giugno 2015 con il “giornale amico” le tappe fondamentali che riassumevano i diversi elementi di crescita nel settore culturale-accademico, nei rapporti con le Istituzioni Internazionali, nell’impegno e sensibilità ambientali, nella proposta di energie pulite nel consumo petrolifero e nel riconoscere a culture laiche la partecipazione attiva ai drammi delle popolazioni medio orientali (N.d.R. ulteriori interviste antecedenti risalgono ad aprile 2014 e il 28 settembre 2014). Oggi – a sei mesi di distanza – sarebbe opportuno comprendere quali ulteriori avvenimenti hanno costituito testimonianza di realizzazione fattiva e promettente e di buona volontà da parte delle Culture Religiose verso i grandi problemi dell’umanità.

«Dopo gli attentati in Francia si è verificata una reazione delle Comunità e delle Autorità Islamiche estremamente positiva, che ha spinto le loro forze moderate ad arginare le follie deliranti degli estremisti, creando una barriera propria e comune contro coloro, che consentono ad evidenti strumentalizzazioni, volte a strategie provocatorie e demonizzanti per l’intero Islam, con l’intento di annullare la straordinaria intesa in atto tra le religioni storiche – specialmente dal 2013.

Lo scorso ottobre, inoltre, si è celebrato, con una straordinaria commemorazione, il cinquantesimo anniversario (28 ottobre 1965) della dichiarazione “Nostra Aetate” sulle relazioni della Chiesa Cattolica con le religioni non cristiane.

Nostra AetateDa sinistra a destra: il Cardinal Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani; il Cardinal P. Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità; il Cardinal Jean Louis Touran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso; Padre Miguel Angel Ayuso Guixot, Segretario  del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso

Infine, ricordiamo la decisione del “Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso” di produrre “The leaven of good”, un film in tre parti:

  1. “Una prospettiva emergente” in seno al Concilio Vaticano II, la genesi del documento;
  2. “Incontro, Collaborazione, Dialogo” su cinquant’anni di storia attraverso eventi e riflessioni;
  3. “L’attualità e la necessità del futuro”, Nostra Aetate come strumento di promozione del bene comune, di costruzione del futuro in un mondo che ai vertici religiosi chiede un impegno deciso.

Il Pontificio Consiglio ha elaborato oltre 30 ore di interviste a 50 Personalità Internazionali ed ha già prodotto la terza parte del film, accingendosi a concludere le altre due.»

Quale è stata la strategia del “Pontificio Consiglio Dialogo Interreligioso” per sensibilizzare l’attenzione su questo straordinario avvenimento di risonanza mondiale e di grande valenza storica?

«La commemorazione della dichiarazione Nostra Aetate è stata fatta con un Convegno Internazionale presso la Pontificia Università Gregoriana, dal 26 al 28 ottobre 2015, che ha coinvolto 524 Membri Autorevoli delle diverse Tradizioni Religiose provenienti dai cinque continenti. La Pontificia Università Gregoriana ha anche istituito un “Centro Accademico di Studi Interreligiosi” e a chiusura di tale avvenimento vi è stata una “Udienza Pontificia Speciale” interamente dedicata al 50° anniversario della Nostra Aetate e all’accoglienza di Papa Francesco, che ha entusiasmato e affascinato i membri delle diverse Tradizioni Religiose per la sensibilità, l’entusiasmo e lo spirito di chiara partecipazione fraterna che il Pontefice ha espresso nell’incontro.

udienza (1)Sua Santità in un momento dell’udienza pontificia del 28 ottobre 2015

Da tale udienza nasce un numero speciale dell’Osservatore Romano Quotidiano ed un numero speciale dell’Osservatore Romano Settimanale, che riferisce e documenta dell’avvenimento storico e pone le basi per un impegno sempre più stretto e amicale tra i responsabili di tutte le Religioni.

Inoltre, c’è da rilevare che il 28 ottobre il Convegno alla Gregoriana viene chiuso con l’intervento del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, intitolato “Educare alla Pace”. Il relatore sottolinea chiaramente il ruolo essenziale del dialogo e la comprensione tra le Culture Religiose per raggiungere e realizzare la Pace (N.d.R. l’intervento è integralmente riportato nello Speciale de L’Osservatore Romano quotidiano).»

convegnoAula Magna della Pontificia Università Gregoriana durante una seduta del convegno

rav davidIl Rabbino David Rosen e S.Em. il Cardinale Pietro Parolin

La maturazione sempre più profonda dei motivi collaborativi tra le diverse Culture Religiose, può aprire ad ulteriori orizzonti?

«Si, è’  importante rilevare che, dall’osservazione della terza parte del film del “Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso”, si evince un ulteriore sviluppo ufficiale dell’evoluzione in atto: il Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura – che ha istituito il “Cortile dei Gentili” – parla dell’allargamento e, quindi, del coinvolgimento di pensieri e organizzazioni laiche credenti e non credenti a questo impegno comune per l’Umanità e per i suoi drammatici problemi!

L’ORU ha sempre compreso l’importanza di attuare si l’incontro delle Culture delle Grandi Religioni Storiche, ma di realizzare anche un incontro-confronto-collaborazione con le Culture laiche emergenti.

Qui è bene dire che il Concilio Vaticano II già nel 1963 aveva discusso il tema delle diverse Religioni e nel 1965 lo definiva con la nascita della Nostra Aetate. Fu un segno particolarissimo ed eccezionale: faceva assumere alla Chiesa Cattolica un momento di fedeltà al mandato che le veniva dalla fedele accettazione della Rivelazione, del Messaggio Evangelico che si apre a tutti gli uomini e li vede fratelli, figli di un unico Padre e Immagine di Dio. Con questo documento si apriva tra le diverse Tradizioni Religiose un nuovo orizzonte: si cancellava la conflittualità e il disprezzo reciproco e si conquistava un linguaggio di rispetto, di stima, di considerazione e di corresponsabilità nella vita dell’umanità: si conquistava finalmente quel sentimento di autentica fraternità che è alla base della visione trascendentale che ispira le “Religioni Superiori” verso l’Essere Divino, Unico Dio Padre di tutti gli uomini.

Il documento Nostra Aetate sottolineava e – con l’apertura reciproca alle altre tradizioni religiose – consentiva anche di stabilire compiti e confini delle Comunità Ecclesiali: le culture religiose hanno la missione  di approfondire e delineare i valori antropologici a beneficio degli uomini, di esprimere testimonianze di vita nelle grandi scelte morali e sanare spesso ingiustizie che colpiscono persone e comunità e poi hanno certamente il dovere di indirizzare il patrimonio culturale dell’umanità con sensibilità e misura per l’uomo, e poi, hanno il dovere di influire in maniera valoriale sull’indirizzo delle Istituzioni chiamate a governare la società, senza mai divenire processo politico diretto (diamo a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio).»

Ha suscitato un sentimento di commozione il titolo dell’Osservatore Romano con l’espressione Pontificia “Siamo Fratelli”?

«La ringrazio dell’opportuna domanda, che mi consente evidenziare che a chiusura dell’incontro in Sardegna a Galtellì – il quale creò una svolta decisiva e significativa con la partecipazione dei membri delle diverse grandi Religioni Storiche, che concludevano fraternamente con un documento sottoscritto il quale auspicava e costituiva la “Conferenza Mondiale Permanente delle Religioni per l’Umanità e la Pace” – si affidava la sintesi dell’avvenimento e del suo percorso ad uno Speciale dell’Ortobene, che proclamava in prima pagina ”SIAMO TUTTI FRATELLI”. Due anni dopo lo Speciale de L’Osservatore Romano – come esprime Lei nella domanda – riprendendo l’inizio dell’intervento di Papa Francesco ripete “SIAMO FRATELLI”.»

osservatorioNumero Speciale del quotidiano L’Osservatore Romano

Quali saranno aspetti comunicativi futuri che perfezionino la linea pregressa adottata?

«L’idea dell’ORU è di proporre a Madama Louise di operare originalmente da una base accademica laica un intero speciale che intervisti personalità eminenti delle diverse tradizioni sui significati, i programmi e le intenzioni comuni delle culture religiose aperte all’incontro con le culture laiche.»

Gian Andrea Benvenuto

Divulgatore del Progetto ORU – Organization Religions Union

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