Gorby, ci risiamo…

Washington ha nelle ultime ore gettato le basi di un nuovo progetto di militarizzazione dell’Est europeo. Lo ha annunciato il Wall Street Journal affermando che il piano di “messa in sicurezza” dell’Europa orientale verrà messo in pratica a partire dal febbraio 2017.

Il progetto prevede lo stanziamento di circa 3,5 miliardi di dollari e la mobilitazione di oltre 4000 soldati e 250 veicoli corazzati dei sei paesi NATO dell’area interessata: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Bulgaria e Romania. Inoltre, il Pentagono ha annunciato che la presenza militare americana in europa sarà rafforzata dallo schieramento di una nuova brigata, che si aggiungerebbe alle altre due già presenti sul territorio europeo.

Il progetto risponderebbe, secondo lo Stato Maggiore americano in Europa, all’esigenza di rassicurare le popolazioni stanziate presso i confini russi e di accrescere la capacità di deterrenza di un’eventuale aggressione in vista del preoccupante atteggiamento del governo russo in Ucraina.

Aleksandr Grushko, rappresentante della Federazione Russa presso la Nato, ha annunciato che la risposta della Russia sarà asimmetrica e che il Cremlino metterà in atto tutte le misure che riterrà necessarie per rispondere a questo rafforzamento, a suo dire, ingiustificato.

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