Allarme Rosso: Il vero pericolo Nord-Coreano

A cura di Ludovico Lenners

A tutti noi sono note le stramberie della Corea del Nord. La conosciamo per i sontuosi funerali organizzati per i leader, per le leggi talmente assurde (e inquietanti) da far sorridere il lettore occidentale e per le sue mire espansionistiche che vengono puntualmente annunciate e riconfermate a intervalli regolari dal “Supremo Leader” Kim Jong Un.

Ma la Corea del Nord è davvero solo propaganda ?

In effetti, dietro al teatrino delle piangenti folle oceaniche e delle imponenti parate militari si nasconde davvero una delle macchine da guerra più grandi e importanti del pianeta.

L’elemento fondamentale dell’apparato bellico Nord-Coreano risiede sicuramente nell’enorme copiosità del materiale umano a sua disposizione. Infatti, le forze di terra dello Chosŏn inmin’gun (조선인민군, lett. Esercito Popolare della Corea del Nord) contano intorno ai 950.000 soldati regolari che, insieme al personale dell’Areonautica e della Marina Militare nonché ai soldati della riserva e alle unità della Guardia Rossa degli operai e dei contadini, portano il numero dei militari mobilitabili a un totale di ben cinque milioni (il personale militare italiano effettivamente operativo tra regolari e riserva ammonta un totale di circa 362.000 uomini* ndr). Inoltre, l’esercito della Corea del Nord può contare su più di 4000 carri armati e circa mille aerei, di cui oltre i 400 sarebbero da combattimento (l’esercito italiano possiede attualmente intorno ai 600 carri pesanti e 789 veivoli*). Per non parlare piu dei circa 22.000 sistemi contraerei e ben 18.000 sistemi di artiglieria, per la maggior parte situati lungo la Zona Demilitarizzata a ridosso del 38mo parallelo e ben fortificati.

Tuttavia, l’esercito di Pyongyang ha un punto debole.

Questo risiede nell’equipaggiamento; il quale risulta piuttosto obsoleto e parzialmente superato. Infatti, le armi in dotazione della fanteria sono principalmente mutuate da modelli sovietici, cinesi o comunque dell’area dell’ex Patto di Varsavia. Si guardi per esempio ai fucili d’assalto Type-98 e Type-56, modellati sull’arci-noto AK 47 russo, o alla mitragliatrice leggera Type-73 (calibro 7,62×54), progettata sulla base della Vz-52 cecoslovacca. Gli stessi carri armati in dotazione delle forze armate della nazione comunista consistono principalmente in
T-62 sovietici di cui solo un piccolo numero sarebbe modernizzato localmente, mentre il modello principale di caccia in dotazione dell’aviazione sarebbe lo storico Mig-21 (aereo sovietico progettato negli anni ’50). Inoltre la Marina Militare della Repubblica Popolare di Corea, sebbene numericamente superiore alla Marina Militare Italiana ed alla Royal Navy Britannica, conta “solo” 3 fregate (contro le 13 italiane e le 13 britanniche), non ha a disposizione alcuna porta-aerei e i 70 sottomarini battenti bandiera Nord-Coreana sono tecnologicamente molto arretrati*.

Ciò che rende infine le forze armate della Corea del Nord particolarmente pericolose sono poi le armi di distruzione di massa. Oltre alle armi nucleari che il governo annunciò di possedere nel 2006 (tra cui figurano i razzi No Dong, con portata superiore ai 1000 chilometri e il Musdan, avente gittata tra i 2500 e i 4000 km), secondo alcuni rapporti d’intelligence, Pyongyang potrebbe contare anche su un arsenale di armi chimiche del quale è però ufficialmente negata l’esistenza da parte dell’esecutivo del Partito del Lavoro di Corea (Partito unico al potere dal 1947).

In definitiva dunque, sebbene i media occidentali ci riportino spesso una realtà talmente tragica da cadere nel comico, la Corea del Nord può contare su una tecnologicamente arretrata ma gigantesca macchina militare complessivamente costituita da 20 corpi d’armata di cui 4 meccanizzati e 1 corazzato, nonché su un arsenale nucleare in via di perfezionamento e capace di colpire le postazioni americane nel pacifico. Tutto questo rende Pyongyang, sebbene sempre assolutamente non competitiva sul piano economico industriale con le potenze mondiali convenzionali, un forte, pericoloso e innegabile elemento di instabilità nell’Est asiatico.


*Fonti: Global Firepower, rivista WARS

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