L’ITALIA PROVA A GIOCARE DI FINO: COLPO DI TACCO, O MEGLIO, DI TACCHI…

a cura di Francesco Vicino

 

Tra giornali, web e trasmissioni sportive (e non) è divenuto argomento di tendenza, meritando anche l’attenzione di emittenti internazionali come la BBC: una donna sulla panchina di una nazionale di calcio maschile, quella dell’Italia Under16.

Il Mister in carica, Daniele Zoratto, è stato infatti impegnato con la Nazionale Under19 e non ha potuto seguire la selezione più giovane nelle due sfide amichevoli contro la Germania rispettivamente del 22 e 24 Marzo. Gli “azzurrini” sono stati quindi guidati in campo dall’assistente tecnico del ct Zoratto, la leggenda del calcio femminile italiano, Patrizia Panico, ottenendo una sconfitta ed una vittoria “storica” – la prima della nostra Under16 contro i tedeschi.
La notizia è di per sé eclatante, in quanto segna un momento decisivo e di svolta per un sistema calcistico ancora poco aperto – per non dire retrogrado – nei confronti del calcio femminile. A renderla però ancora più rilevante è lo spessore del personaggio in questione.
Patrizia Panico, nata a Roma nel 1975, ha battuto ogni record e vanta oggi nel suo palmares 13 titoli di Capocannoniere della Serie A, 10 Scudetti, 5 Coppe Italia, 8 Supercoppe Italiane, mettendo a segno 618 gol in 549 presenze nella massima serie. Numeri da capogiro che lasciano intendere di che stoffa sia fatta “il mister”.
Nonostante l’incarico che le è stato assegnato sia, per così dire, a tempo determinato – con il rientro di Zoratto dall’impegno con la Under19, dovrebbe tornare a ricoprire il ruolo di assistente tecnico della nazionale Under16 -, Patrizia Panico ha idee e soprattutto obiettivi ben chiari: “È un bel traguardo ma io lo vedo come un punto di partenza e non di arrivo. Il sogno? Quello di tutti gli allenatori, arrivare in Serie A”. Anche se, in una delle tante interviste ammette: “Spero che l’esperienza con la Nazionale prosegua ancora a lungo. Poi, prima di allenare a tempo pieno in Italia mi piacerebbe andare a “studiare” il calcio in Giappone: per organizzazione e mentalità è un paese molto avanti».
Tuttavia il caso di Patrizia Panico, seppur esemplare, rimane isolato. La FIGC non è certamente tra le più all’avanguardia per quanto riguarda lo sviluppo del settore calcistico femminile, anzi. Questa però sembra finalmente essere una risposta convincente. Per gli stipendi delle calciatrici, ad esempio, è ancora previsto un tetto salariale massimo e le battaglie sindacali portate avanti da queste ragazze per l’affermazione dei propri diritti sono sempre più numerose.
L’augurio generale è che l’esempio di Patrizia Panico possa aiutare l’intero movimento calcistico italiano a segnare un gol decisivo contro il pregiudizio e la discriminazione. Se così fosse, sarebbe sicuramente un gol di tacco!

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