All Around: un’avventura lunga dieci anni

a cura di Sara Petricciuolo

 

Sei poco più che diciottenne quando, più velocemente di quanto immagini, ti ritrovi in una realtà totalmente nuova. Passi dall’essere il più grande, dopo cinque anni di liceo, all’essere solo una matricola piena di domande ed insicurezze. Entri quasi in punta di piedi, camminando a tentoni fra queste mura che trasudano di passato, come direbbe qualcuno a noi tutti caro. Fra le tante persone che incontrerai, però, difficilmente potrai dimenticare quei ragazzi che ti hanno fermato di sfuggita, parlandoti di questa strana cosa chiamata associazione studentesca, delle iniziative che portano avanti, dell’impegno che ci mettono.

Ma come puoi dimenticarli quei ragazzi?

Sei rimasto colpito dai loro occhi che brillano, dall’entusiasmo che ci mettono, dal legame che li unisce ed è così che decidi di continuare il tuo percorso assieme a loro. Questa è All Around: delle orme sulla sabbia che vengono calpestate, anno dopo anno, da persone nuove e profondamente diverse, ma che seguono sempre la stessa direzione. Per l’esattezza, di anni ne sono passati dieci, e quel sogno nato dalle ambizioni di alcuni ragazzi è diventato una realtà che ha superato ogni aspettativa, rendendo All Around l’associazione più antica presente nel dipartimento di Giurisprudenza. I successi di questa associazione non sono affatto pochi, la dedizione e la costanza di ogni singolo associato ha fatto sì che l’alloro arrivasse in alto, tagliando sempre nuovi traguardi. Un esempio è il Progetto Europeo, organizzato in prima persona dagli studenti nel 2009, che ne hanno sviluppato ogni aspetto e che, nonostante il passaggio del testimone, sono sempre pronti ad aiutare e dare preziosi consigli. Questa attività è diventata un tale vanto per la nostra Università che è addirittura il progetto maggiormente finanziato in Codisu. Di rilievo, inoltre, vi è Luissh24, un’iniziativa unica nel suo genere che promuove la cooperazione fra studenti e lo scambio di saperi.
Ma la dedizione degli associati di All Around non si ferma a questo, basti pensare ad ogni visita guidata od ogni conferenza, dei successi che nascondono, in realtà, un gran lavoro e molta pazienza. Spirito di sacrificio, diligenza e serietà, sono doti indiscutibili, ma c’è dell’altro.
Sicuramente in All Around non manca la voglia di divertirsi, di stare insieme e, soprattutto, di prendersi in giro, raccontando le storie più imbarazzanti vissute in momenti non troppo lucidi. E di racconti ce ne sono a centinaia, grazie anche agli eventi organizzati dall’associazione, che riempiono le nostre serate fra un libro da studiare e l’altro.
Ma i risultati dell’alloro dorato non finiscono qui, anzi. Senza nessun dubbio risaltano i traguardi raggiunti alle elezioni studentesche: in questi dieci anni si sono susseguite le vittorie da parte dei nostri associati al consiglio di amministrazione, al comitato sportivo universitario e al consiglio di dipartimento. I nostri associati, una volta raggiunte queste importanti cariche, si sono distinti per il loro impegno e competenza. E sia ben chiaro, non vince mai solo il singolo, ma l’intera associazione: perché – per filosofia “allaroundina” – vincere non è mai il fine, ma il mezzo per sviluppare il bene collettivo. Il contributo di ogni ragazzo è importante e il gioco di squadra fondamentale: si festeggia insieme, si piange insieme.
Come dimenticare, infine, il fidato compagno di All Around: il giornale universitario Madama Louise. Un organo fondamentale che in questi anni ha dato l’opportunità di raccontare e raccontarsi, in cui si sono susseguite incredibili personalità.

Pian piano cominci a crescere e ti accorgi che al posto dei dubbi e del timore ora c’è orgoglio e fierezza. Non cammini più da solo, ma ormai hai trovato una vera e propria famiglia, che vive questo viaggio accanto a te e ti insegna come volare più in alto. La vita associativa non è sempre facile: come in ogni famiglia convivono personalità molto differenti che devono affrontare anche momenti di stress e ansia. Come cantava qualcuno riferendosi ad All Around: “Se la ami lei ti ammazza, ma se resisti lei ti abbraccia e ti eleva dalla massa”. Perché questo è il segreto vincente che ha fatto sì che All Around abbia avuto una vita così lunga: mettere da parte le incomprensioni e risolvere le divergenze personali, perché lo scopo primario è inseguire quel sentimento comune che vuol far sì che l’alloro splenda e che spinge ogni associato a dare il meglio di sé, sempre.

Passeranno gli anni e il percorso universitario si concluderà, ma una cosa è certa: “Non è d’oro soltanto l’alloro che è nel simbolo di All Around, ma è d’oro il ricordo che porto sempre nel cuore, sempre più in là”.

 

 

 

Commento a cura di Gianni Cossu, fondatore e presidente onorario di All Around.

Era il 2007, l’Italia aveva vinto qualche mese prima i mondiali, Steve Jobs presentava al mondo il primo Iphone, Romano Prodi era al governo dopo aver battuto per un pugno di voti Silvio Berlusconi, alla Luiss il DG era Pierluigi Celli ed era l’anno delle elezioni studentesche, per i corridoi di giurisprudenza la voce era una sola: “Pijamose Viale Pola!”. Non esisteva Whatsapp, Facebook era agli albori in Europa, gli smartphone non abitavano le nostre tasche e gli elettori dovevi convincerli uno per uno, guardandoli negli occhi. In questo contesto, decidemmo di creare All Around, una coroncina di alloro ad auspicare una vittoria ed un vortice che tutto doveva attirare per diventare sempre più grande. Eravamo un gruppo di soggettoni, disorganizzati e maldestri, ma eravamo amici, eravamo uniti e avevamo comunque tantissime idee, la più bella, forse, il magazine universitario: Madama Louise. Ci piaceva il concetto Leonardesco alla base della Monna Lisa, le vetrine delle librerie a quei tempi erano piene del primo romanzo di Dan Brown, un’opera che aveva spaccato, aveva diviso, aveva attirato attenzione, noi guardando quella copertina, decidemmo di adottarla a simbolo del giornale e di provare a fare lo stesso. L’unica regola che ci imponemmo era molto semplice: non esistono regole! Esempio lampante di ciò era il culo che mettevamo sempre in prima pagina, serviva per attirare la fortuna e per ricordarci che la vita è bella un po’ come un bel sedere di una donna! Guardavamo gli altri vincere e finanziare le loro attività con i loro giornali, mentre noi ci arrabattavamo, tra feste, autofinanziamenti e sponsor assurdi, quali un BeB di Andria e una pizzeria di Talenti, per finanziare le nostre uscite. Volevamo dimostrare a quelli di Viale Pola, che a Via Parenzo qualcosa stava cambiando e provavamo a convincere noi stessi che i tempi erano maturi per vincere con un candidato di Giurisprudenza l’agognato CdA. Non ci riuscimmo nel 2007 per pochissimi voti, ma conquistammo comunque una grande vittoria, il primo CNSU, vincemmo contro ogni pronostico ed All Around arrivò dentro il Ministero dell’Università e Ricerca. Fu una vittoria di prepotenza, molti iniziarono a darci credito, ci fu un ricambio generazionale che apportò nuova linfa e nuove idee, il solco era stato tracciato e la strada per il CdA era ormai aperta..una strada che mai avremmo pensato così piena di gioie e di vittorie, una strada che ha reso All Around la più antica associazione di giurisprudenza, una strada che nessuno di noi ha mai pensato di smettere di percorrere.

A distanza di 10 anni voglio allora fare i miei auguri a tutto il mondo All Around e dico a tutti gli associati di oggi: godetevi più che potete questi anni universitari, sfruttate tutte le occasioni che vi si porranno davanti, credete fortemente nelle vostre potenzialità, ma soprattuto non smettete mai di credere nel valore immenso e prezioso dell’amicizia! Perché è solo grazie ad essa che questa storia oggi viene raccontata e noi tutti siamo ancora qui oggi a parlare di All Around e a leggere e scrivere ancora Madama Louise.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *