ROSATELLUM BIS IN 5 PUNTI: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge elettorale

a cura di Eva Marcialis

 

Da qualche anno a questa parte al centro dei dibattiti politici sulle più grandi testate giornalistiche nazionali si trova l’insidioso tema della legge elettorale.

Chi non ha mai sentito parlare del Porcellum, del Matarellum o dell’Italicum? Probabilmente, ad oggi, qui in Italia, nessuno. Ma se ci trovassimo in condizione di dover spiegare ad altri di cosa si tratta, quanti di noi ne sarebbero davvero capaci?

Proprio questo pomeriggio (ore 15:00) è stato presentato alla Camera e ha ottenuto la fiducia il “Rosatellum bis”, l’ennesima proposta di legge, figlia di un accordo a quattro tra Partito Democratico, Lega Nord, Forza Italia e Alternativa Popolare. Ma di cosa si tratta?

Senza entrare troppo nei dettagli, le caratteristiche del Rosatellum Bis sono schematizzabili in 5 punti principali:

  1. Si tratta di una combinazione tra i sistemi maggioritario e proporzionale, secondo i quali verranno rispettivamente assegnati il 36% e il 64% dei seggi in Parlamento.
  2. Per quanto concerne il sistema proporzionale, si farà ricorso ai collegi plurinominali, che potranno comprendere (secondo quanto verrà stabilito più avanti) da un minimo di due sino a un massimo quattro nomi. I collegi uninominali stabiliranno invece la composizione maggioritaria del Parlamento. A ogni collegio potranno corrispondere più liste: ogni voto ricevuto dal candidato  a capo del collegio sarà valido in egual modo per tutte le liste che lo sostengono. Si tratta chiaramente di un sistema che va a favorire le coalizioni, a discapito delle liste uniche, prerogativa, in passato, dell’Italicum.
  3. La scheda di voto sarà unica per ognuna delle due Camere. Non sarà possibile neppure il voto disgiunto: a ogni collegio uninominale ne corrisponderanno diversi plurinominali.
  4. Aumenteranno le pluricandidature: ora il nome di un candidato potrà comparire contemporaneamente a capo di un collegio uninominale e in ben cinque collegi plurinominali
  5. La soglia di sbarramento per i singoli partiti sarà al 3%, mentre per le coalizioni al 10% (con l’esclusione delle c.d. “liste civetta” ossia le liste che non superano la percentuale dell’1%).

Al di là delle critiche (giuste o meno che siano) da parte dei partiti o gruppi politici che si vedono svantaggiati dal nuovo Rosatellum, molto scetticismo arriva da parte di tanti, tra esperti della politica e sondaggisti, i quali sostengono che la nuova legge, oltre a non garantire affatto la governabilità, che in questo momento è una prerogativa per il paese, potrebbe, addirittura, risultare incostituzionale.

Dopo l’approvazione, avvenuta questo pomeriggio alla Camera, il Movimento 5 Stelle, sostenuto da Articolo 1 e Fratelli D’Italia, si appella al Presidente della Repubblica per porre fine a quello che è stato definito, da uno tra i loro volti più noti, un “colpo di Stato Istituzionale” (Alessandro Dibattista).

 In una situazione così confusa e caotica, Mattarella, dopo l’esperienza dell’Italicum, si prenderà la responsabilità di firmare la nuova legge con un rischio così alto di incostituzionalità o andremo di nuovo a votare con la legge elettorale vigente?

Staremo a vedere.

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