Elezioni2018: parola agli studenti LUISS

a cura di Luisa Ambrosio

 

A poco più di due settimane dal voto del 4 marzo, l’ argomento elezioni non è ancora del tutto sfumato.
All’ indomani del risultato elettorale la situazione non è delle più chiare e lascia in molti ancora perplessi sul
futuro del Bel Paese.
In attesa che giunga il 23 marzo – data fissata per eleggere i nuovi presidenti delle Camere – a schiarire le
nostre idee, abbiamo intervistato alcuni studenti Luiss per capire cosa ne pensano del quadro che si è
delineato dopo il voto espresso il 4 marzo.

Abbiamo intervistato diversi studenti con diversi orientamenti politici, che rispecchiano la rosa dei candidati di queste elezioni politiche. Le risposte sono state accorpate per affinità.

Come commenti il risultato elettorale di queste elezioni?
Stupende 1: I risultati sono molto chiari: nessuno è arrivato (come d’ altronde prevedibile) alla soglia
necessaria per ottenere il premio di maggioranza e per questo ritengo che non ci sia un vincitore assoluto di
queste elezioni politiche. La conseguenza logica di questo esito è che sarà necessario, per formare una
maggioranza, allearsi con altri partiti e dunque operare qualche concessione a livello di programma politico.
Tuttavia una simile alleanza sembra in concreto di difficilissima realizzazione viste le profonde differenza tra
i partiti in esame. Perciò in definitiva ritengo che le elezioni non abbiano dato un risultato vero e proprio se
non quello di redistribuire i rapporti di forza tra le varie forze politiche.
Studente 2: Il risultato di queste elezioni è espressione del profondo malessere vissuto dalla popolazione
italiana, in specie dalla borghesia più bassa.
Le condizioni di vita peggiorano e il risultato è la rottura totale con i partiti “tradizionali” della seconda
Repubblica in quanto colpevoli di non essere riusciti a rinnovarsi nei nomi nei nomi e nelle idee.
Non sorprende affatto il risulto raggiunto dalla Lega di Salvini: nella provincia ultra conservatrice il leader
della Lega è riuscito ad imporre una nuova idea di destra improntata sul centralismo, al grido di flax tax e
stop invasione.
Nel sud, invece, domina il Movimenti 5 Stelle ed il motivo è logico: gli elettori sono stanchi delle solite facce
e dei soliti malgoverni.
Studente 3: Con riguardo al risultato elettorale penso che quest’ ultimo era del tutto auspicabile ed il
quadro di ingovernabilità conseguente al voto è principalmente dovuto alla legge elettorale, che a mio dire
è stata progettata per evitare che il movimento 5 stelle potesse andare al governo.
Nessun partito ha raggiunto la soglia minima prevista dalla Legge elettorale, nonostante il forte aumento di
consensi nei confronti di Movimento 5 Stelle e della Lega. Per quanto indefinibile questo quadro è in realtà
lo specchio della situazione vigente in Italia che sottolinea la rottura del corpo elettorale con i partiti che
hanno governato negli ultimi anni.

Cosa ne pensi della campagna elettorale dei vari partiti/movimenti e quanto abbia inciso nel
voto?
Studente 1: Per quanto riguarda la campagna elettorale dei partiti credo che gli elettori abbiano
sottolineato ancora una volta gli errori del leader del PD nel costruire una campagna elettorale basata sul
rivendicare la bontà di riforme già bocciate dai cittadini e sul tema dell’antifascismo, tema quest'ultimo
ormai vetusto e sostanzialmente privo di rilevanza pratica come dimostrato dagli irrisori risultati elettorali
ottenuti dalle forze di estrema destra.
Credo invece che gli elettori abbiano premiato i politici che si sono dimostrati più attenti alle loro esigenze
andando in giro per le piazze di tutta Italia e definendo programmi politici che rispecchiavano
maggiormente i loro bisogni.
Studente 2: Con riguardo alla campagna elettorale penso di non averne vista mai una peggiore; ma questo
è anche ciò che si dice ad ogni tornata elettorale.
Tuttavia sarebbe da ipocrita attribuire colpe e meriti sulla base della campagna elettorale stessa. Il crollo
del Partito Democratico è inevitabilmente dovuto dalla sfiducia degli elettori nei confronti del suo leader,
come del resto Forza Italia è un partito che semplicemente non attira più. Movimento 5 Stelle ha raccolto
per lo più i voti di chi non aveva più fiducia nei confronti di chi ha governato negli ultimi anni. A mio avviso l’
unico partito che ha tratto giovamento dalla campagna elettorale è la Lega ma si tratta di una campagna
che dura da anni, costruita in modo scientifico e metodico.
Studente 3: La campagna elettorale ha inciso davvero poco sul voto dei singoli. Oltre al fatto che nessun
partito/movimento ha curato in modo meticoloso la propria campagna, ritengo che gli elettori non abbiano
basato il proprio voto su questo fattore in quanto reduci da un periodo di sfiducia assoluta e pertanto non
penso sia stata la campagna elettorale l’ ago della bilancia.

Quali sono i possibili scenari che si possono innescare per giungere al governo all’ indomani delle
elezioni?
Studente 1: A mio avviso si rendono necessarie nuove elezioni ma non ho idea di chi possa gestire tale fase
transitoria; forse una soluzione potrebbe essere la scelta di un nome condiviso dalle maggiori forze
politiche e che governi nell’ attesa di nuove elezioni.
Studente 2: Il mio auspicio è un governo Movimento 5 Stelle – Partito Democratico realizzabile solo con
una fuoriuscita di Renzi ed i suoi dal PD.
Tornare alle urne sarebbe un atto irresponsabile che finirebbe per peggiorare ancora di più la posizione dei
partiti tradizionali agli occhi dell’ elettorato. Sicuramente il quadro risulterà più chiaro dopo l’ elezione dei
presidenti delle Camere.
Studente 3: Dati i risultati elettorali la situazione che si prospetta è molto complessa: da un lato abbiamo il
centro-destra che si presenta come coalizione vincente, capeggiata dalla Lega, dall’ altro lato il Movimento
5 Stelle che ,come auspicabile, si presenta come singolarmente dominante sugli altri partiti. Tuttavia i
consensi ricevuti non sono sufficienti.

Ci troviamo di fronte ad un bivio: si forma un’ alleanza tra partiti in modo da raggiungere la soglia o si torna
al voto.
Nel primo caso la diversità dei programmi e delle ideologie è ostativa ad una alleanza armoniosa e
compatta.
Nel secondo caso c’è il rischio di dover affrontare una fase transitoria nel mentre di una modifica alla legge
elettorale che porterebbe solo ad un aumento del malcontento popolare.
Le elezioni del 4 marzo ci hanno consegna un quadro indefinibile, frutto della delicata situazione vigente nel
nostro paese.
Per quanto non meravigli che ci sia stato un tale risultato sulla scia della legge elettorale in vigore, non si
può prescindere dal fatto in Italia domini una situazione di stallo.
I vecchi grandi partiti, FI e PD, hanno perso consensi e si sono riconfermati solo per i pochi che hanno
votato spinti dalla propria ideologia politica. Al contrario la Lega e il M5S hanno potuto approfittare del
malcontento generale per fare buona scorta di voti e confermarsi come le principali forze del nostro paese;.
Il voto degli italiani è frutto di sfiducia e voglia di cambiamento. Purtroppo alla luce di questi risultati l’ Italia
risulta spezzata in due e le possibilità di conciliazione tra questi due poli sembrano davvero remote.

Nell’attesa di ricevere un verdetto, non resta che auspicarsi che sia quello migliore per il bene del nostro
Paese, che possa rispecchiare la volontà popolare e risollevare l’ Italia dalle sue ceneri.

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