Ferragnez, quella “doppia finzione” che tanto ci piace (o ci spaventa?)

a cura di Mario Alletto

 

 

Quello della festa a sorpresa di Fedez è soltanto l’ultimo, in ordine cronologico, caso di finzione nella finzione che vede i Ferragnez protagonisti. Un meccanismo che trasmette fin da subito l’impressione di trovarsi all’interno non di uno spaccato di vita reale, quanto piuttosto di un set cinematografico. Nel caso specifico, il doppio livello di finzione si sviluppa attriverso due precisi momenti: il primo coincide con la festa in sé, mentre il secondo con il video di scuse postato da Fedez durante e dopo il party stesso.
La location scelta non ha nulla a che vedere con un castello sperduto nell’entroterra siciliano o con una villa a Los Angeles, ma è quanto di più lontano possa esistere dall’ambientazione-tipo di una festa vip: un supermercato. Fin qui nulla di eccessivamente strano, senonché agli ospiti viene data la possibilitá di prendere qualsiasi tipo di prodotto dagli scaffali, di consumarlo dentro il supermercato stesso o di utilizzarlo come meglio si crede.
Da qui si sviluppa una trafila di video (presto rimossi, ma ancora reperibili) in cui gli invitati si divertono giocando con gli ortaggi, lanciando pandori o tirando giù prodotti dagli scaffali. Tale manifestazione di opulenza trova la sua espressione, ed è qui che risiede la prima, grande finzione, in un luogo simbolo di sobrietà e parsimonia, tanto da far presto insorgere il, solitamente conciliante, sebbene sempre vigile, esercito di followers della coppia.
Man mano che le visualizzazioni aumentano, i commenti diventano sempre più indignati, tanto da costringere il festeggiato rapper milanese ad un video di scuse, confezionato, neanche a dirlo, sotto la supervisione dell’espertissima Chiara Ferragni, e pubblicato, neanche a dirlo, per instastories.
Non è difficile notare come tale dietrofront non sia dettato da una sincera riflessione etica sul delicato tema dello spreco di cibo, quanto dall’impellente bisogno di uno scudo con il quale proteggersi dalle frecce scagliate dal temibile arco “Qwerty”.
Non è in tale stranezza che tuttavia risiede la seconda finzione della serata. Per coglierla, infatti, bisogna esaminare il contenuto del messaggio concesso da Fedez al popolo di internet. Da esso traspare in maniera potentissima la profonda contraddizione della pubblicità e della popolarità sulle quali si basa l’impero Ferragnez.
Tale contraddizione sta in una sostanziale spaccatura tra finzione e realtà. Una disgiuntura che disperatamente si prova a nascondere, ma che esiste. “Probabilmente chiunque si fosse trovato in una festa a sorpresa in un supermercato avrebbe toccato i prodotti che trovava”. Il contrasto tra l’assurdità e la lucidità rispettivamente della prima e della seconda parte di questo periodo è quasi commovente. Fedez è diplomatico, ma centra il punto: siamo sicuri che l’indignazione nasca dallo spreco di cibo in atto? Credo di no.
Secondo il mio punto di vista, l’indignazione nasce piuttosto dalla rabbia di scoprire come la spaccatura citata in precedenza esista, e sia più profonda che mai. Proprio come in un bel film, lo spettatore si illude di farne parte, vive in empatia con i protagonisti, ma alla fine si ritrova sempre tagliato fuori da una seppur bellissima finzione. Volendo applicare questo concetto nel caso concreto, l’indignazione nasce dallo scopire che il luogo in cui la mattina si è andati a far la spesa, la sera stessa è diventato teatro di una spensieratezza multicolore, ingenua, spietata.
Nulla di nuovo sotto il sole, quindi. Il giorno dopo, sulle pagine social, i commenti indignati si sprecano. Fedez pubblica un nuovo video di scuse, mentre i maestri polemisti si stracciano le vesti. In tale rumorosissimo silenzio, il supermercato ha ripreso normalmente a lavorare, e la gente a farvi la spesa. La vita, pardon, la finzione, continua.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *