Come crescono i nostri futuri campioni?

di SAMMY BUETI

Chi si occupa dei giovani calciatori fra i 5 e i 16 anni? Il Settore giovanile e scolastico (Sgs), organismo con cui la Figc disciplina l’attività dei giovani calciatori perseguendo le finalità tecniche, didattiche e sociali. Fino allo scorso 28 agosto, a capo di tale organizzazione era il golden boyGianni Rivera, cui è subentrato Luca Pancalli.

A livello territoriale il Sgs è rappresentato dal coordinatore federale regionale, nominato dal presidente federale. Su tutto il territorio italiano i collaboratori sono circa 250, per lo più insegnanti di educazione fisica e/o tecnici con qualità federale. Il Sgs si occupa principalmente della diffusione dell’attività motoria ed allo sviluppo della pratica sportiva in ambito giovanile, e in particolar  modo della promozione del calcio all’interno delle scuole. Promuove anche interventi per far sì che cresca l’educazione sportiva. Cerca di diffondere nozione di igiene, medicina e psicopedagogia; di definire il rapporto con la scuola dell’obbligo fissando regole e parametri; e in particolare di ottenere una tutela sportiva, morale e sociale delle giovane promesse.
Una grande vittoria per il calcio giovanile viene dal numero di tesserati: basti pensare che al 30 giugno 2012 i tesserati tra i 5 e i 16 anni erano il 20% del totale, con picchi del 23 tra i pulcini e addirittura del 26 tra gli esordienti. Importantissimi i dati relativi al tesseramento Figc per le ragazze: sono solo lo 0,3%, ma possiamo considerarlo un risultato veramente importante. Ovviamente un ruolo importante tocca alle scuole-calcio, delle quali ne possiamo distinguere tre tipologie: scuole di calcio qualificate, scuole di calcio e centri calcistici di base. Le «scuola-calcio» devono possedere requisiti come «la diffusione dei diritti dei bambini», la designazione di un responsabile, l’indicazione di un medico di riferimento, la presenza di un numero di tecnici qualificati o formatosi appositamente, la partecipazione a riunioni e l’aggiornamento per i tecnici, dirigenti e genitori.
Un’importante innovazione attuata dal Sgs è sicuramente l’inserimento di uno psicologo nelle scuole-calcio giovanili. D’altronde, l’attività ufficiale del Sgs è regolamentata in considerazione all’esigenza prioritaria del bambino. Ad esempio per quanto riguarda il rispetto delle regole in campo è prevista la possibilità di utilizzare la formula dell’auto-arbitraggio, obbligatoria per i Pulcini dal 2011-2012; ed anche stato sviluppato il cartellino verde che premia i gesti di fair play durante il gioco. Importanti anche gli eventi associati al Sgs come il «Fun Football» per Piccoli Amici, il «Torneo Fair Play» per gli Esordienti e tanti altri.

Importanti, anzi essenziali, i progetti attuati negli istituti scolastici, tre in particolare: la «SuperClasse Cup», “«Il calcio a 5», «I valori scendono in campo».
Quest’ultimo, a mio avviso, è il progetto più bello e più significativo del Sgs: perché raccorda, valorizza e unisce diverse attività; ha il fine di promuovere l’identità sportiva e culturale dell’Italia contro ogni forma di violenza e insieme alla riscoperta della passione sportiva. Quindi, assicuriamoci che le nostre giovani stelline non prendano una cattiva strada e imparino l’educazione con cui andare in campo, il rispetto con cui guardare all’avversario, la consapevolezza delle proprie capacità tecniche. Assicuriamoci un futuro migliore per questi ragazzini: grazie alla bella realtà del Sgs, questo potrà succedere.

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