Intervista a Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione

Presidente Cantone, da Tangentopoli ad oggi come è cambiata la corruzione?

Credo che la corruzione sia cambiata in modo netto, nel senso che sicuramente oggi è uno strumento di finanziamento della politica, che però svolge talvolta un ruolo di secondo piano perché spesso sono le organizzazioni lobbistiche a gestire i fenomeni di corruzione. È anche cambiata nelle modalità attraverso le quali si versa il denaro, perché oggi la tangente tradizionale è fenomeno molto ridotto rispetto al passato. Oggi la corruzione si fa attraverso consulenze, incarichi, promozioni politico-amministrative.

Expo 2015, qual è lo stato dell’arte? Riusciremo a portare a termine questo importante progetto?

Guardi, io sono assolutamente ottimista, nel senso che sto verificando nelle continue visite milanesi, nei continui scambi con la società, una grande volontà di trasparenza, di grande disponibilità anche nell’accogliere tutta una serie di nostri rilievi, stiamo infatti facendo controlli molto approfonditi. Ovviamente c’è un tema che riguarda i ritardi che però si sono accumulati prima ed oggi provare a recuperarli è complicato. Dobbiamo avere un po’ di fortuna, perché anche il tempo e il clima faranno la loro parte.

Secondo lei, nell’agenda del governo la lotta alla corruzione, senza nessun intento polemico, è ancora ai primi posti? Perché non se ne parla mai e sembra che ci siano sempre altri argomenti al centro del dibattito.

Io vedo i fatti, il decreto legge 90 del giugno 2014, quindi poco più di un mese fa, contiene delle norme importanti. Tutta una serie di cose che ho chiesto sono state inserite nel testo, ovviamente bisogna mantenere alto il livello di attenzione. Io credo che si possa essere moderatamente ottimisti, naturalmente le valutazioni vanno fatte a lungo periodo, però se guardiamo i provvedimenti normativi, questi vanno in una direzione molto chiara ed evidente. Le chiacchiere sono chiacchiere, quelli sono fatti non chiacchiere.

In questi anni, nella lotta contro la camorra, ha mai avuto momenti di scoraggiamento o, peggio, di paura? Cosa l’ha spinta ad andare avanti?

La paura c’è sempre, è necessario però evocarla il meno possibile e confido che comunque bisogna andare avanti. È comunque un sentimento ancora più forte quando si è soli, se si è meno soli, si ha molta meno paura.

Salvatore Scaletta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *