Save the Children: «Urge un piano nazionale di contrasto della povertà minorile»

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In Italia sono più di 1 milione 400 mila i bambini e gli adolescenti che vivono in povertà assoluta , quelli impossibilitati ad accedere a un paniere minimo di beni . Nell’ultimo anno il numero di minori in povertà assoluta in Italia è aumentato di 400 mila unità (+ 3,5 punti percentuali, dal 10,3 al 13,8%, con un aumento del 34% sul totale). La crescita della povertà assoluta è stata più marcata nel Mezzogiorno (+5,2 punti percentuali, passata dal 13,9 al 19,1, pari al 37% in più), ma non ha risparmiato le regioni del Nord (+2,9 punti percentuali, dall’8,3 all’11,2%, pari al 35% in più) e del Centro Italia (+2 punti percentuali, dall’8,2 al 10,2%, pari ad un aumento del 24%).

Questi i dati diffusi oggi da Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare i bambini e tutelare i loro diritti in tutto il mondo, al fine di lanciare un preciso allarmante appello alle istituzioni: occorre agire subito e con misure realmente concrete e funzionali a fermare il preoccupante e dilagante fenomeno della povertà minorile in Italia.

“Se gli ultimi dati sull’incidenza dei minori in povertà assoluta e relativa in Italia sono allarmanti, lo è forse ancor di più dover constatare che il nostro Paese si è caratterizzato negli ultimi anni per una profonda inefficacia degli interventi governativi che sulla carta avrebbero dovuto contrastare questo fenomeno”, ha dichiarato Valerio Neri, direttore Generale di Save the Children Italia.

Emerge come l’Italia abbia delle percentuali più alte di minori a rischio povertà ed esclusione sociale dell’Unione Europea, pari al 28%, dato al di sopra di 6 punti percentuali della media europea ed inferiore soltanto a quella rilevata in alcuni nuovi stati membri (Bulgaria, Romania, Ungheria, Lituania) o in paesi particolarmente segnati dalla crisi finanziaria come l’Irlanda e la Grecia.

Al contrario in Paesi come l’Irlanda e UK, dove la percentuale di minori a rischio povertà sarebbe molto alta (si stima che in UK quasi un minore su due – il 45% – sarebbe in condizioni a rischio povertà senza le politiche di welfare adottate dal Governo), gli interventi messi in campo per contrastare la povertà sono molto più efficaci riuscendo a ridurre tale percentuale rispettivamente di 32 e di 26 punti percentuali. Lo stesso avviene nei paesi scandinavi (in particolare Finlandia e Svezia) e in Austria.

“Non si tratta quindi solo di un problema di quantità di risorse messe a disposizione per interventi e politiche per la riduzione della povertà – risorse che sono andate diminuendo drasticamente e che solo nell’ultimo anno hanno registrato un’inversione di tendenza -, ma soprattutto di come queste risorse vengono spese e di quanto siano efficaci nel riuscire a far emergere dal rischio di povertà i minori del nostro Paese.”, continua Valerio Neri

“Al momento il nostro Paese spicca per l’assenza di strategie complessive specificatamente mirate a contrastare il fenomeno tra i bambini e gli adolescenti, quali il supporto al reddito e l’occupazione delle famiglie, i congedi parentali, sovvenzioni per la casa e servizi per l’infanzia, mentre le misure messe in campo negli ultimi anni dal governo italiano non sono state in larga parte implementate: basti pensare al Sostegno d’Inclusione Attiva (SIA) o alla social card, i cui criteri di accesso per le famiglie sono risultati talmente farraginosi da non consentire di raggiungere il tetto dei beneficiari che si era stabilito”, commenta Raffaela Milano, Direttore Programma Italia- Europa di Save the Children.

“In particolare – continua Valerio Neri – riteniamo essenziale potenziale ed avviare la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva su tutto il territorio nazionale, incrementando significativamente la copertura prevista dalla legge di stabilità 2014 e procedere all’immediata utilizzazione dei fondi previsti dal DL 76/2013 (168 milioni di euro) per l’estensione a tutto il Mezzogiorno della sperimentazione precedentemente avviata in 12 città”, continua Raffaela Milano.

Inoltre, Save the Children ritiene prioritario un intervento del Governo per Strutturare un piano di azione nazionale di contrasto alla povertà minorile, che poggi su alcuni pilastri fondamentali, quali: un utilizzo mirato ed adeguato dei fondi strutturali europei per la nuova programmazione 2014-2020 con una specifica attenzione alla tutela dei diritti dell’infanzia; il rafforzamento dei servizi dedicati al sostegno alla genitorialità, all’infanzia e all’adolescenza e il loro accesso alle famiglie in condizioni di povertà; la concretizzazione dell’impegno del governo sul tema del rafforzamento della rete dei servizi per la prima infanzia, garantendo il rifinanziamento e l’erogazione effettiva dei fondi per arrivare ad una copertura del 33% entro il 2020.

“La povertà minorile riveste ormai un’importanza fondamentale in tutti gli stati europei e ci auguriamo che il nostro Governo voglia dare priorità al fenomeno riportandolo al centro dell’agenda del semestre europeo e partendo dalla messa in atto di misure concrete”, conclude Valerio Neri.

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