Organization Religions Union: Il Progetto ORU

La “Fondazione Cultura delle Religioni per l’Umanità e la Pace” dopo un anno dall’incontro Mondiale delle Religioni a ‘Galtellì’(NU), prosegue nella sua missione voluta e rappresentata dal Prof. Demetrio Marco De Luca.

D. Chiarissimo prof. De Luca, il suo programma si è avviato con l’istituzione della fondazione, che ha il compito di avviare e preparare “ la conferenza mondiale permanente delle religioni per l’umanità e la pace”. Quali i momenti salienti per i futuri programmi?

R. Debbo dire che sarebbe arduo sintetizzare oltre trent’anni di iniziative, accordi, incontri, manifestazioni, ma sarebbe più semplice sottolineare le attività svolte dal 2013, che in qualche modo, hanno contribuito alla maturazione profonda del progetto. Tra il 7 e il 9 giugno 2013 a Piobbico (Marche) si è svolto il “Forum della Cultura Cristiana”: è stato un momento vivace d’incontro tra le Confessioni Cristiane, che hanno invitato a parteciparvi anche le altre fedi, l’avvenimento era dedicato alla commemorazione del cardinale Pietro Palazzini ed è stato chiuso dal card. Jean Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio del Dialogo Interreligioso. A tale iniziativa hanno contribuito 28 relatori cimentatisi in varie tematiche. Tra il 15 e il 17 novembre 2013 a Galtellì (Sardegna) si è svolto “L’incontro Mondiale delle Religioni in Dialogo per l’Umanità”, l’iniziativa è stata sostenuta dalla Presidenza della Regione Sardegna, ed ha avuto una presenza di pubblico veramente numerosa (oltre 3000 persone). I relatori sono stati 68 in rappresentanza delle 9 religioni storiche esistenti. Si è sottoscritto un documento finale siglato da tutti i presenti, con l’impegno di istituire la “Conferenza Mondiale Permanente delle religioni per l’Umanità e la Pace”. A Roma il 18 -19 novembre 2013 c’è stato l’incontro con i Patriarchi delle chiese d’oriente che tra il 19 e il 21 novembre hanno elaborato con il Santo Padre una strategia per la drammatica situazione medio orientale. Questi tre eventi hanno siglato definitivamente la maturazione di quanto per anni era stato approntato: oggi possiamo davvero parlare di un’intesa fraterna delle diverse culture religiose, che consapevoli dell’impoverimento totale del mondo odierno, capiscono di avere una responsabilità profonda ed ineludibile, per trovare una soluzione mondiale che nè la politica, nè la visione economica attuale sono in grado di ottenere. Le culture religiose, in carità e fraternità, tra loro elaborano un messaggio di valori umani che vogliono confortare l’uomo contemporaneo e vogliono indicare alle istituzioni internazionali e nazionali elementi autentici su cui costruire –per i popoli e gli uomini- un futuro di comprensione e rispetto: tutto questo è emerso evidente nella spontanea comunione vissuta dai partecipanti al convegno di Galtellì.

 D. Qual è per chi non fosse ‘addetto ai lavori lo scopo di sensibilizzazione di questo progetto?

 R. Appare evidente il ruolo delle Religioni, che si incontrano ognuna ricca di peculiarità rituali e dottrinali, ma che decidono di confrontarsi e incontrarsi sulle culture umane e sui valori antropologici prescindendo dalle proprie identità dottrinali.

D. Quale servizio per l’Umanità oggi alla luce degli eventi internazionali ultimi di contrasto ovvero quali compiti specifici oggi sono affidati alle culture delle religioni?

R. Nasce la distinzione che le culture religiose provocando le Istituzioni Internazionali e i Parlamenti Nazionali, spingono tali organismi ad espletare le proprie responsabilità a cui sono finalizzati. Contrariamente alle culture religiose che vivono promuovendo valori e realizzando servizi e premure pastorali e sociali, libere da conclusioni politiche.

D. In che termini la Fondazione vuole portare avanti lo sviluppo degli interventi legati alla propria missione?

R. Sono già previsti congressi che non riguardino soltanto il servizio che le culture religiose promuovono con visione ‘trascendente’, aprendo invece attenzioni verso l’etica finanziaria, la giustizia, l’incontro ed il rispetto tra i popoli, l’attuazione di un’autentica ‘multiculturalità’ ed infine la testimonianza, che si esprime nelle grandi sfide che le culture religiose aprono, perché l’uomo come persona divenga realmente il centro dell’universo ed esprima profondamente la concezione radicata nelle tradizioni religiose di “Uomo come immagine di Dio”.

D. Quali sono le problematiche maggiori che lei sta affrontando per questa ‘nobile’ realizzazione?

R. Punto primo da Galtellì in poi si è evidenziato sempre di più lo spirito di comprensione e di carità tra le diverse fedi religiose, che è l’elemento di base su cui poter costruire questa intesa per migliorare l’umanità; secondo punto è quello di aprire da parte delle Culture religiose una disponibilità verso le ‘Culture Laiche emergenti’, perché un’intesa comune arricchisca e promuova la maturazione per il bene dell’umanità; terzo punto, sensibilizzare organismi istituzionali, enti e privati ad un effettivo sostegno anche pratico di tale sforzo, che ha bisogno di mezzi adeguati, per poter promuovere iniziative così ampie e necessarie all’umanità, in totale autonomia da qualsiasi vincolo ideologico!

D. Ma lei ritiene che a questo gravoso ed affascinante compito per l’umanità siano deputate solo le culture religiose o si possano immaginare iniziative comuni con visioni ‘laiche’ di un servizio universale? E su quali valori?

R. La ringrazio della domanda, che mi consente di evidenziare alcune imprecisioni, che hanno spesso tabuizzato e alterato il percorso della visione culturale nella storia dell’umanità. Con serietà e attenzione dobbiamo approfondire l’apparizione sostanziale del termine uomo, nel senso compiuto che intendiamo oggi: esso nasce più di 2000 anni fa con la ‘Rivelazione Cristiana’; perché le voglio chiarire che le antiche culture delle grandi civiltà precristiane, erano culture identitarie e vivevano in competizione con le altre realtà statuarie, considerando in maniera integralista ognuno le proprie tradizioni, reputate le uniche vere ed autentiche, mentre le altre venivano considerate inautentiche, in virtù di questa concezione, le grandi Organizzazioni Statuarie non estendevano agli uomini delle altre realtà la dignità, i diritti, i valori e la libertà. E’ con Cristo che si afferma per la prima volta la visione spirituale e non più ideologica che ogni uomo è figlio dell’Unico Padre e quindi tutta l’umanità vive in un respiro di fraternità, conseguentemente tutti gli uomini si devono amare, rispettare, assistere e migliorare arricchendosi vicendevolmente. Cristo che si autodefinisce “Figlio dell’Uomo” rivela all’uomo i suoi valori, la sua dignità, la centralità della sua vita, da qui nasce il concetto di persona umana che nobilita la vita dell’uomo per sempre nella storia della cultura. Le culture derivanti dalle Religioni o Fedi, in una gara di ricerca di significato e senso della vita umana, non escludono assolutamente la collaborazione e la partecipazione di filosofie laiche, che vogliano perseguire il bene dell’uomo e favorire una società responsabile, equilibrata e giusta, che si apra ad un’autentica conquista di una storia nobile e rispettosa dei popoli, delle loro radici e della ricchezza straordinaria che raccoglie, media e unisce le diversità. E da qui l’incontro anche con espressioni di pensiero senza riferimenti trascendenti, ma che vogliano comunque contribuire, in un confronto rispettoso, a nuovi traguardi per questa umanità stanca e provata!

Gian Andrea Benvenuto

Divulgatore Progetto ORU

(Organization Religions Union )

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