Chagall, la realtà delle emozioni: Così il Surrealismo arriva a Roma

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Di Mario Ferrara – Identità di volumi, ripetizione di moduli, attraente prospettiva da ogni angolazione: il Chiostro del Bramante è lo squadrato contenitore, fino al 26 Luglio, dell’universo di Marc Chagall. Sin dal principio il percorso della mostra – che raccoglie 140 opere – perde proporzioni: nel primo quadro esposto viene rappresentato un uomo che fluttua nel cielo notturno, errante come l’artista che l’ha dipinto. I piedi staccati da terra, la figura sovradimensionata rispetto lo sfondo; l’effetto è insolito, grottesco.

Le opere di Chagall non conoscono profondità e tridimensionalità; la sua arte si separa da Naturalismo, Impressionismo e Cubismo; le figure assumono la grandezza e l’intensità delle passioni che lui vuole comunicare: è la nascita del Surrealismo, una rivoluzione di basi, non di superficie. Chagall rifugge ogni canone ed ogni misura perché tale è la vita e tali sono le emozioni: prive di regole. Lo prova il disegno “Al cavalletto” che raffigura l’artista nell’atto di dipingere… a testa in giù. La realtà mostrata da un angolazione insolita.
La metafora è la chiave di volta del percorso; la natura, la spiritualità e l’amore i cardini del linguaggio pittorico. Chagall è un artista cosmopolita – errante fra Russia, Francia e Palestina – rimasto bambino: il ricordo, attraverso la raffigurazione, di familiari, animali, oggetti della cultura ebraica e scene d’infanzia lenisce la nostalgia di Vitebsk, luogo da lui abbandonato a causa delle infelici condizioni in cui gli ebrei russi vivevano durante il dominio zarista. Proprio la Russia, sua terra natale, figura nei suoi quadri come una terra felice tanto che nelle illustrazioni fatte per “Le anime morte” di Gogol – romanzo satirico che descrive la più bassa dimensione morale della Russia – il pittore è solo apparentemente fedele al testo: i disegni sono contaminati dalle sue fantasie tanto che i personaggi non appaiono volgari e riprovevoli bensì immersi nella tranquilla quotidianità che a lui tanto manca.
Presenti anche innumerevoli schizzi raffiguranti i riti del culto ebraico e differenti illustrazioni della Bibbia, queste ultime caratterizzate da un ampio uso dei colori primari. Entrambi dimostrano il fervido ambiente religioso in cui l’artista è cresciuto. In realtà anche l’amore per la natura e le creature viventi – in particolare gli animali da cortile – è un tema ricorrente nella sua pittura: il gallo è metafora del pittore ma anche simbolo di iniziativa, desiderio, creatività. Un mondo fiabesco popolato di colori e creature che lui illustra come appendice alla raccolta di favole di La Fontaine approfondendo la sua conoscenza di piante e animali.
Contrapposte alle avanguardie contemporanee le opere di Chagall generano un’atmosfera onirica e malinconica: Chagall dipinge mondi soprannaturali in cui compaiono mucche verdi o cavalli volanti e dove ogni luogo è rappresentato non per quello che realmente è ma per come è assorbito nella sua immaginazione. In un disegno preparatorio del celebre dipinto “La passeggiata”, per esempio, egli si raffigura per mano alla sua amata Bella, lui ancorato al terreno, lei sospesa in aria. Sullo sfondo un caldo ed energico cielo giallo. La coppia di innamorati è un ulteriore elemento ricorrente in oli e acquerelli: dimostra la devozione al suo grande amore la cui morte prematura fu uno dei suoi maggiori tormenti. Gli amanti sono raffigurati mentre si abbracciano e vicino a loro c’è un mazzo di fiori, sproporzionato, esagerato, un’esultanza di colori. Secondo Chagall il più bel regalo per una donna: sconfinato era il suo amore per Bella. Una figura angelica, l’amorino, volteggia sullo sfondo blu, proteggendoli. Vitebsk è raffigurata in basso a destra, assieme ad una capra e ad un gallo che suona il violino. Sulle note dell’eccentrico violinista, il Chiostro accoglie nuovamente il protagonista di questo viaggio fantastico.

 

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