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Back to made in Italy

a cura di Camilla Zappia

 

All’estero l’Italia è sinonimo di pizza, mafia e mandolino. Ma c’è un’altra cosa che il globo intero attribuisce al Bel Paese: l’eleganza, la creatività, la qualità dei prodotti made in Italy, soprattutto nel settore della moda. In un mondo come il nostro, consumista e delocalizzato, dove a prevalere nel mercato sono le grandi multinazionali, Marco Andriolo, Filippo Ricci e Andrea Spaltro, amici e colleghi universitari, stanno andando controcorrente. Il loro prodotto è una sneaker, la Filomoti, esclusivamente artigianale e studiata appositamente per soddisfare un target giovane.

 

Partiamo dal principio: com’è iniziato tutto?
Tutto è iniziato dalla forte passione che abbiamo nei confronti del mondo della moda in generale, ma soprattutto in quello delle calzature. Uno di noi, tra l’altro, respira fin da piccolo l’aria calzaturiera nell’azienda di famiglia. L’idea di partenza è stata sicuramente quella di creare un progetto che conciliasse passione e creatività con quanto studiato durante l’intero percorso alla LUISS.

 

Quali sono state le varie fasi che hanno portato poi alla creazione della vostra linea?
Fin da subito la nostra intenzione è stata quella di creare una sneaker che fosse in linea con i trend del momento. Nella prima fase abbiamo dunque condotto un analisi di mercato per capire i gusti e le esigenze dei ragazzi, ovviamente cercando di focalizzarci sul nostro ambiente universitario e traendo ispirazione dalla quotidianità del mondo LUISS. La fase di progettazione è quella che ci ha richiesto più tempo, soprattutto perché riuscire a conciliare le esigenze produttive con le nostre idee non è stato semplice essendo neofiti del settore. Prima di arrivare al prodotto finale sono stati effettuati diversi tentativi per far sì che il campione corrispondesse esattamente alle nostre richieste. Fatto ciò, ci siamo concentrati sulla promozione del prodotto, che è tuttora in fase di evoluzione, facendo leva soprattutto sui network LUISS e le relative possibilità che ci sono state proposte. Dopo Pasqua saremo finalmente operativi con sito ed e-commerce dedicati.

 

Siete molto giovani, ma indubbiamente intraprendenti. Come siete riusciti a conciliare questo progetto, che certamente richiede tempo, con la vita da studente universitario?
Sicuramente non è stato facile coinciliare le due cose, il progetto ha richiesto un certo impegno e l’entusiasmo non aiutava a stare dietro ad una scrivania per preparare gli esami. Ma con la giusta volontà e motivazione siamo riusciti a non tralasciare i doveri da studenti.

 

Quanto la LUISS, intesa come realtà universitaria in tutte le sue declinazioni, vi ha dato per raggiungere l’obiettivo finale?
La LUISS è stata fondamentale: l’idea è nata proprio con la consapevolezza che potevamo fare affidamento su una realtà eccellente in cui sicuramente non mancano le possibilità per credere ai propri sogni. La collaborazione degli amici, delle associazioni studentesche, nonché di realtà giornalistiche come la vostra, ci sta aiutando a farci conoscere e a porre le basi della nostra crescita. La stessa offerta formativa universitaria è stata sicuramente un incentivo ad intraprendere questo progetto, fornendoci competenze ed esperienze concrete.

 

Quali sono le prospettive per il futuro?
L’obiettivo realistico per il momento è quello di affermare il nostro prodotto in Italia, ma anche a livello personale vogliamo crescere e fare esperienza perché, al di là di tutto, questo è per noi un punto di svolta che ci sta calando nella realtà lavorativa.

 

Cosa consigliereste agli studenti che, come voi, hanno il desiderio di intraprendere un percorso simile?
Il consiglio che ci sentiamo di dare, seppur possa sembrare banale, è quello di non rinunciare mai ai propri sogni, ma crederci sempre ed impegnarsi per raggiungere i propri obiettivi. Abbiamo la fortuna di vivere in un contesto eccellente sotto questo di punto di vista e nessuna possibilità ci è preclusa a priori con la giusta determinazione.

 

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