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Lettera dall’Ambiente

a cura di Nicola Marianecci

 

Mille fiori posso regalarti, tramonti e cieli stellati,
ho saputo tirar fuori il meglio di te,
ti ho strappato rime che non sapevi di avere,
ti ho regalato lacrime, sorrisi, stupore e il suono di silenzi che tu non sei mai stato in grado di ascoltare.

Man mano che sei cresciuto hai dimenticato il silenzio, hai riempito la tua vita di rumori,
oggi più che mai.
Tu vivi di rumori, il rumore ti distrae, ti fa illudere di esser come me.
Fai rumore per farti apprezzare,
fai rumore per emozionare,
fai rumore per farti seguire,
fai rumore per sedurre,
fai rumore persino per commuovere.
Fanne un po’ per me.
Tu scrivi, parli e urli in maniera disperata. Una corsa contro il tempo.
Il tempo, un’altra tua invenzione per cercare di capirmi.
Spesso credi sia il tempo ad avermi intrappolata e non viceversa.
Da sempre mi divertono i tuoi tentativi di comprendermi, ci hai provato in tutti i modi:
parole, suoni, numeri.
Una volta eravamo legati in maniera indissolubile, in simbiosi,
due veri amanti.
Non mancavamo mai agli appuntamenti.
Sì lo ammetto, ora tendo ad esser meno puntuale, ma è anche colpa tua e del tuo volermi cambiare a tutti i costi.
Ti lamenti che non sono più come ero una volta, tu invece non sei mai cambiato.
Io ero lì quando litigavi con i tuoi amici, spettatore silente delle tue stupide gesta.
Ero lì ad assistere ai tuoi strani rituali di gruppo che accompagnavano ogni mio piccolo sfogo.
Ero lì quando tu, in compagnia, festeggiavi i miei regali.
La cosa che più mi fa rabbia?
L’indifferenza.
Fingi di non conoscermi, mi ignori.
Fin dal primo appuntamento hai cercato di cambiarmi,
come darti torto,
sono caotica e ribelle,
tu invece sei, o quantomeno ti illudi di essere l’opposto.
Ti confesso una cosa, ho apprezzato molti dei tuoi tentativi.
Non ho la presunzione di credermi migliore di te.
Ho saputo farti tanto male e continuerò a fartelo.
Ho ferito te, i tuoi amici; vi ho scossi e percossi.
Non mi sono rivelata sempre un buon compagno di viaggio, ma quando ero dell’umore giusto non potevi fare a meno di ringraziarmi, senza che te lo chiedessi.
I tuoi grazie la tua collera o le tue lacrime non mi hanno mai influenzata,
sono i tuoi comportamenti a farlo.
So che non sei vendicativo verso di me , sei solo indifferente,
o stupido, o forse sei cattivo.
Cattivo è una parola che usi molto, di cui io non ho mai capito il significato.
Spesso mi hai affibbiato questo aggettivo, non so se mi si addice,
dico soltanto che mi sembra una parola troppo piccola per me.
Io sono più grande di un “cattivo”.
Lasciarci era inevitabile, tu sei diventato grande, ora mi conosci un po’ meglio, credi di aver capito come prendermi .
Ma ho ancora modo di stupirti…
Io cambio, lo sto facendo velocemente, tu contribuisci a cambiarmi,
la tua indifferenza mi indispettisce, il tuo fingere di non vedermi mi rende più spietata e veloce nella mutazione.
Spero a questo punto che tu abbia riconosciuto il mio nome,
Continua a piangere, ridere, ad emozionarti,
continua a vivere.
Non smettere di crescere.
C’è soltanto una cosa che ti chiedo di non fare,
non ti scordar di me.

Sono molto i modi in cui l’ambiente comunica con noi, una lettera non rientra tra questi.
In questi ultimi giorni si è tenutain  a Bonn, in Germania, la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul clima L’organizzazione meteorologica mondiale (Omm) ha sottolineato in particolare come sia “fortemente probabile che il 2017 si classifichi tra i tre anni più caldi mai registrati” da quando i dati vengono monitorati con regolarità, ovvero dal 1880.
In un mondo in cui “accade ciò che accede” il cambiamento climatico non è percepito come tema principe del dibattito pubblico; detto in altri termini, è difficile vincere le elezioni parlando di ambiente. Tuttavia, quella del cambiamento climatico, è uno delle sfide più importanti che dobbiamo affrontare per la costruzione del futuro, con un atteggiamento maturo, senza rassegnazione.

 

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