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Gigi Proietti

A cura di Greta Di Cicco

Una lunghissima carriera, partita come si faceva una volta: da una dura gavetta, costellata di successi, interpretazioni magistrali, ruoli carichi di umanità. Gigi Proietti è stato un artista multiforme, istrionico, affabulatore, trasformista, geniale, camaleontico, a volte dissacrante. Ci ha fatto ridere, riflettere, commuovere con una personale autenticità che riusciva a creare una profonda empatia con il pubblico. La sua romanità mai sguaiata, anche quando calcava la mano su tratti tipici del popolo dell’Urbe, riusciva a coinvolgere anche chi romano non è. L’amore per il teatro testimonia l’essenza dell’essere attore. Sul palco, in diretta, senza sovrastrutture, si mostrava al pubblico senza filtri, perché come afferma Shakespeare : “All the world’s a stage”.In TV, il Maresciallo Rocca è stato il padre, l’amico, il tutore dell’ordine, che ognuno vorrebbe incontrare nella propria vita. Bruno Palmieri, il giornalista che ogni lettore vorrebbe leggere in cronaca. Gigi ci lascia a 80 anni, a causa di uno scompenso cardiaco. Sembra quasi una delle sue barzellette, nella serie “Una pallottola nel cuore” era proprio il suo cuore a dargli tanti problemi. E la pallottola della vita questa volta lo ha portato via per davvero. Ma credo vada sottolineata la straordinaria interpretazione di un cameo cinematografico: il Mangiafuoco del “Pinocchio” di Matteo Garrone, uscito nel dicembre 2019. La scena in cui Gigi Proietti incarna il personaggio del burattinaio burbero, dall’aspetto spaventoso che si intenerisce di fronte al piccolo bambino di legno colpisce al cuore. Gli occhi non mentono ed è facile perdersi nella dolcezza degli occhi del “nonno” Mangiafuoco- Proietti che consegna al piccolo Pinocchio il suo futuro, il suo riscatto attraverso gli zecchini d’oro, forieri di un messaggio di speranza nel possibile cambiamento del destino umano. Ripensando a quella scena breve, ma intensissima la si potrebbe interpretare come un piccolo testamento artistico del grande Gigi: la bellezza dell’arte che può a volte salvarci dalle bruttezze della realtà.Gigi abbandona questo sipario per andare ad esibirsi su un palcoscenico tutto da scoprire. Ovunque sia diretto, è certo che riuscirà a far sorridere i suoi nuovi spettatori. Si rischia che il naufragio dell’oblio possa far dimenticare la sua scomparsa, ma la sua arte farà riecheggiare il suo ricordo per sempre. Un altro meraviglioso, indissolubile frammento di Roma e di romanità ci lascia. E stavolta no, purtroppo nessuno sta ridendo. “Che la battuta sia con te”! Il tuo ultimo coup de théâtre? Nascere e morire lo stesso giorno, degno della migliore Mandrakata.Ciao Gigi, buon viaggio.

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