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Il punto di partenza di una storia è sempre un nome e il suo sviluppo è un intreccio di volti: Imogene Hill è il nome di una donna straordinaria, una donna che attraverso la passione educativa ha cambiato il nostro mondo.

Siamo negli Stati Uniti e un bambino di nome Abdul si diverte a tormentare durante le ore di lezione le maestre con scherzi talvolta anche pericolosi. Dopo l’ennesima bravata del pestifero alunno il preside decise di convocare i genitori adottivi del bambino per avvisarli che loro figlio dall’anno seguente sarebbe stato spostato in una classe per bambini speciali, quelle che oggi definiremmo classi ghetto. I genitori dopo varie discussioni riuscirono a convincere il preside a dare un’altra possibilità al bambino e così l’anno seguente avvenne l’incontro tra la maestra Imogene e Abdul. La signora Hill si accorse subito che quell’alunno era molto dotato e iniziò a renderlo protagonista delle attività didattiche. Quel Abdul migliorò dal punto di vista relazionale e didattico, crebbe e dopo qualche anno fondò un’azienda di computer: quel ragazzino oggi lo conosciamo tutti come Steve Jobs.

Perché vi ho voluto raccontare questa storia? Ecco inconsapevolmente Steve è divenuto un ottimo esempio per spiegare l’Effetto Pigmalione. Pigmalione è un personaggio della mitologia greca che venne ripreso da Ovidio nelle Metamorfosi e dallo sceneggiatore George Bernard Shaw, proprio quest’ultimo ha raccontato la storia di un insegnate che trasforma una ragazza di umili origini in una donna di classe. Qui sorge una domanda: come ha fatto questo insegnante? Ha trattato la ragazza in un modo unico: facendo emergere il suo talento, il suo potenziale.

Queste parole parlano molto di noi, del nostro tempo passato sui libri, del rapporto che abbiamo con i professori e che i professori hanno con noi. Un vero insegnante ha il compito educare cioè come ci ricordano i Romani di tirare fuori (educĕre) il meglio che c’è in ogni studente. Un buon professore è capace di mettere in luce la storia del singolo, di dire a ciascuno quali sono i suoi pregi e di vedere i difetti come i tratti caratterizzanti di ogni vita e non solo come storture da correggere.

Ecco l’Effetto Pigmalione: il giudizio di qualcuno in ambito universitario, lavorativo, familiare; influenza l’atteggiamento e la resa del singolo. Steve fino alla fine dei suoi giorni ha ringraziato quella donna dicendo che se non fosse stato per lei probabilmente sarebbe finito in prigione (she was one of the saints in my life […] without her I probably would gone to jail.).

Termino questo viaggio con una frase che porto sempre con me tratta dal libro “Lettera a una professoressa” scritta da don Lorenzo Milani con i ragazzi della scuola di Barbiana che dice “Il maestro deve essere per quanto può profeta, scrutare i segni dei tempi, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso”.

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