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La mia idea di populismo

A cura di Valerio Francesco Silenzi

Il momento storico che stiamo vivendo è caratterizzato da una forte rinascita o affermazione dei partiti populisti nel mondo occidentale. Bisognerebbe dunque provare a spiegare cosa si intende quando si parla di populismo.

Per prima cosa va messo in chiaro che il populismo non è un’ideologia e che quindi non può essere ricondotto ad un programma politico specifico, ma ad una moltitudine di partiti, come Front National in Francia, Podemos in Spagna, Syriza in Grecia, i seguaci di Donald Trump negli U.S.A. o il movimento cinque stelle e la Lega in Italia. Questo perché si rispecchiano tutti in dei luoghi comuni come la creazione di una divisione netta tra la “gente comune” e le “élite” o il vedere nella democrazia rappresentativa un qualcosa di cui si sono impadronite le classi dirigenti che nel pensiero populista diventano il male comune delle varie nazioni. Populisti sono coloro che si manifestano al di fuori degli arcaici schemi politici come la destra e la sinistra e che “ascoltano” ciò che vuole la gente senza farsi influenzare da idee vecchie e preesistenti ma seguendo una fantomatica volontà popolare vista come l’unica forza con il diritto di governare.

Tuttavia, i vari movimenti populisti sono tutt’altro che distaccati da destra e sinistra e la volontà popolare diventa di fatto un mito che spesso viene tirato in ballo per influenzare le scelte degli elettori.

 I movimenti di destra molte volte fomentano il malcontento o la disinformazione verso un qualcosa (ad esempio l’immigrazione) fino alla creazione di una massa imponente di elettori che invoca una politica d’odio fondata di fatto sull’ignoranza (giustificata) del cittadino medio che reclama a gran voce che la sua volontà (che come gli viene detto è la stessa del popolo) venga ascoltata.  I movimenti populisti di sinistra invece ritengono che ci troviamo in una situazione di post democrazia dove i valori democratici di uguaglianza e volontà popolare sono stati accantonati e con loro le possibilità dei cittadini di esercitare i loro diritti democratici. Secondo i politici populisti di sinistra le uniche tracce di democrazia nel sistema politico attuale sono l’esistenza di libere elezioni e la difesa dei diritti umani.

Di fatto un’idea di populismo, inteso come quello originale, in un mondo ideale, sarebbe un’ottima, se non perfetta, soluzione politica, dove i cittadini pensano al bene comune e decidono insieme su ciò che è bene per loro stessi (<<chi sa meglio di me di cosa ho bisogno se non me stesso>>); verrebbe a crearsi un mondo dove il popolo è appagato e soddisfatto e in accordo con il governo che segue diligentemente ciò che la gente vuole.

Il fatto è che quello dove ci troviamo adesso non è un mondo ideale e una volontà unica sarebbe introvabile vista l’infinità di pensieri diversi che popolano le menti dei cittadini; in più l’elettore medio non è in grado di stabilire ciò che è bene per il paese perché la maggior parte delle persone guarda principalmente al benessere personale immediato e non ad un benessere collettivo che gli permetterà di trarre benefici maggiori in un futuro prossimo. Ed è proprio per questo che è stata creata la politica dove la maggioranza delle persone sceglie una persona o un gruppo di persone che con le sue capacità nell’arte del governo guidi il paese.

Inoltre, con lo svilupparsi e l’avanzare di Internet si ha l’accesso ad una moltitudine infinita di notizie che possono essere veritiere o come spesso accade errate e fuorvianti che danno al cittadino la falsa percezione di essere informato e di non aver bisogno di una figura esperta che lo guidi in questo mare agitato.

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