Buongiorno vita – l’evento

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A cura di Greta Di Cicco

Ieri, 22 aprile 2021, il cantante romano Ultimo ha incantato il Colosseo col suo concerto in streaming accompagnato solo dalla sua voce e dalle melodie del pianoforte. Niccolò Moriconi, questo il vero nome del cantante, a soli 25 anni inanella un successo dopo l’altro, stupendo per i risultati e i numeri di biglietti venduti, anche solo per un concerto in streaming… non sono mancate però lamentele riguardanti problemi tecnici che sembra abbiano impedito a molti “spettatori” di collegarsi all’evento. Il cantante si è immediatamente premurato di dare spiegazione dell’accaduto sul suo profilo Instagram, tenendoci a specificare che la diretta sarà recuperabile per le prossime 48 ore per chi aveva acquistato il biglietto.

I brani interpretati dal cantautore sono stati esattamente 10 (sarà forse un caso che sia lo stesso numero del suo idolo calcistico, dal nome Francesco Totti? Altro grande simbolo di romanità che da poco aveva illuminato il Colosseo per le riprese del film sulla sua carriera).

40 minuti precisi di canzoni, alcune delle più rappresentative e conosciute dai suoi ascoltatori. 

Il concerto inizia con “Buongiorno vita”, il suo ultimo singolo, presentato in anteprima proprio durante l’evento online. 

Ultimo ha proseguito eseguendo brani che toccano tutti i suoi temi più cari, l’amore, la fantasia, l’immaginazione, l’affetto per la mamma e tanto altro. Ci si sarebbe forse aspettati di sentirlo interpretare canzoni incentrate sulla romanità, data l’ambientazione, come “ Poesia per Roma” o “Fateme cantà”, probabilmente Niccolò avrà pensato che cantare all’interno del Colosseo fosse un omaggio sufficiente alla sua città e al coronamento del suo sogno.

Il cantante ha un seguito straordinario, riesce a incantare e mettere d’accordo ragazzi giovani, adolescenti, ma anche genitori ed adulti che apprezzano la profondità dei suoi testi e la carezza con la quale sembra accompagnare ogni volta la penna, mentre crea le sue canzoni. 

Aspramente criticato ai tempi di Sanremo per la sua reazione nei confronti dei giornalisti, Ultimo non si è comunque fermato e ha continuato a dimostrare la sua capacità di emozionare e di convincere i suoi ascoltatori. 

In un panorama musicale veramente vasto come quello attuale, in cui ogni genere può essere rappresentato da vari artisti, Ultimo subisce spesso la critica di essere troppo romantico o troppo ripetitivo nelle tematiche dei testi.

Il cantante ha sicuramente dei files rouges di immagini e sentimenti che riprende in maniera coerente in varie sue canzoni. Ma più di tutto, dal primo giorno, ha portato avanti con fierezza il messaggio principale che si cela dietro al suo nome d’arte e alla missione che sente di dover compiere: stare “ dalla parte degli ultimi per sentirsi primo”.

Il cantante si riconosce anche dalla chiave che porta sempre al collo, una chiave con la quale è stato in grado di aprire tanti cuori, di aprire i cassetti pieni di sogni di molti giovani, dando loro speranza e fiducia per la loro vita. Ultimo, prima di essere un cantante di successo è stato un ultimo nella vita, escluso ed emarginato per la sua sensibilità che lo faceva considerare diverso ed è da quella consapevolezza che ha trovato la forza per lottare pur di affermare i suoi ideali. 

Come disse al termine del suo, finora, più grande concerto allo Stadio Olimpico del 4 luglio 2019 per salutare e ringraziare i fan, “davanti a me… Ultimo”.

Niccolò Moriconi è stato in grado di dare nuovamente un buongiorno alla sua vita e a quella di tante altre persone, sottolineando l’importanza di trasformare un sasso in un pianeta e degli occhi in un cammino da percorrere col costante dubbio di cadere. Ha volato e vola in alto come Peter Pan chiedendo a ognuno di noi di volare con lui per raggiungere quel palloncino che, al termine di ogni concerto, lanciava in aria facendolo fluttuare tra le stelle in cui ognuno di noi può riporre i suoi ricordi più belli e le speranze più fragili da far vivere. Dal ballo delle incertezze, ha trasformato i suoi piedi in pagine fatte di melodie e di successi che difficilmente saranno replicabili da altri artisti così giovani. Senza mai dimenticare l’amore di una madre, “l’unica vera donna che non ti farebbe male”, ha concluso partendo dal suo inizio, per essere tale e quale al ricordo di sè bambino. 

Il Colosseo illuminato dalla sua voce e la musica suonata dalle luci delle sue emozioni… è così che Niccolò ha potuto finalmente tornare ad esibirsi e forse anche ad augurare buon compleanno alla sua città natale, sebbene con un giorno di ritardo. 

C’era solo lui, la sua arte e la sua Roma. Nulla di più. Null’altro di necessario. Nulla di cui si percepisse la mancanza. 

La semplicità di un’arte che si qualifica da sola.

E di un artista degno di essere chiamato tale. 

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